La Regione ha approvato una variante urbanistica per salvaguardare le aree verdi incontaminate Genova. Ci sono aree della costa ligure in cui sarà negato anche il semplice pensiero di poter costruire. Lo dice, a 19 anni dal varo del Piano territoriale di coordinamento paesaggistico (Ptcp) e a migliaia di metri cubi lasciati costruire, la nuova variante approvata dalla Regione. «Variante di salvaguardia» la definisce l'assessore regionale all'Urbanistica Carlo Ruggeri, pensata per scongiurare il rischio, neppure troppo strisciante, di ulteriore cementificazione del territorio ligure costiero. Tutela assoluta per i capi e promontori, per le aree di insediamento diffuso ma già sature, per i corridoi verdi che dalla costa arrivano all'entroterra (magari scavalcando l'autostrada se passa in galleria), l'Aurelia storica, il parco Costiero del Ponente che ora è lungo 24 chilometri ma che una volta completato potrebbe arrivare ad una settantina, da Imperia a Finale Ligure. Da un giorno all'altro in Liguria, e non tutti i Comuni ne saranno contenti, nascono le zone "Isma-sature". Fino a ieri erano zone di insediamento abitativo diffuso, da domani saranno zone sature: proibito costruire. E gli esempi si sprecano: la collina di Santa Margherita Ligure, la collina di Sanremo, quella di Imperia. «Tutte amministrazioni comunali che hanno piani urbanistici scaduti oppure troppo vecchi e nelle quali la situazione è un po' scappata di mano», spiega il dirigente dell'Urbanistica, Franco Lorenzani indicando una piantina in cui si vede chiaramente il prima e il dopo delle aree Isma, come erano in principio 19 anni fa, con qualche insediamento abitativo sparso nel verde, e come sono oggi «con una connurbazione continua», aggiunge Ruggeri. Con l'aggiornamento del Ptcp, la Regione ha già individuato le zoneIsma- sature, ma l'introduzione della classificazione imporrà a tutte le amministrazioni comunali di fare verifiche sul proprio territorio e comportarsi di conseguenza nel proprio strumento urbanistico. Pena, l'intervento diretto della Regione. «Per i Comuni questo provvedimento non è un fulmine a ciel sereno - prosegue Ruggeri - anche se formalmente non sono stati coinvolti, c'è stata una collaborazione con i tecnici regionali dell'urbanistica, e le amministrazioni lungimiranti condividono questa nostra impostazione». Ergo, non sarà un'operazione indolore e la Regione lo sa. Capo Cervo, Capo Berta, Capo Mele, Capo Santa Croce, Capo Santo Spirito, Punta Sant'Anna, Punta Baffe e Punta Rospo (solo per citarne alcune) che rappresentano le cartoline più suggestive della Liguria. E, così come sono, la Regione ha deciso di tutelarle. «Non si potrà neppure pensare di costruire», se la cava con una battuta Ruggeri. E la stessa protezione sarà estesa ai corridoi paesistico ambientali di collegamento tra le zone non insediate a monte dell'autostrada e la costa, una specie di sacca verde intoccabile. Oppure all'Aurelia storica, il tracciato che percorriamo quotidianamente, ma nei vari passaggi di mano tra Anas e Province ha perso qualche pezzo prezioso, gallerie paramassi o spiazzi di sfogo: «Stiamo ricevendo richieste per un riutilizzo a fini commerciali o turistici, la nostra risposta è la variante: ogni intervento dovrà essere finalizzato alla valorizzazione e all'utilizzo della strada», conclude Ruggeri.
LIGURIA - il piano paesaggistico. Stop al cemento, posti sotto tutela capi e promontori
La Regione ha approvato una variante urbanistica per proteggere le aree verdi incontaminate della Liguria. Questa variante, definita "Isma-sature", proibirà la costruzione in alcune zone, come le colline di Santa Margherita Ligure, Sanremo e Imperia. Le aree Isma-sature erano già zone di insediamento abitativo diffuso, ma con l'aggiornamento del Piano territoriale di coordinamento paesaggistico (Ptcp), la Regione ha individuato queste aree e ha deciso di proteggerle. La Regione ha anche deciso di proteggere i corridoi verdi, l'Aurelia storica e altri luoghi di interesse paesistico.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo