La variante introduce la tutela di nuove aree di collegamento fra il territorio costiero e lentroterra e rafforza la protezione dei promontori sul mare Vincolati a parco costiero 75 km di ex ferrovia a ponente per completare la pista ciclabile Li hanno chiamati "corridoi verdi", sono nuove aree di tutela introdotte dalla giunta regionale con la variante al piano territoriale di coordinamento paesistico. Sono aree di collegamento tra la costa e lentroterra che la variante adesso tutela e dove impedisce di costruire ancora. «Il rapporto tra costa ed entroterra in Liguria in molti casi è interrotto dallautostrada, ma ci sono crinali che sono stati superati in galleria e che in molti casi sono rimasti senza cemento e abbiamo ritenuto che fossero da salvaguardare», hanno spiegato lassessore allurbanistica Carlo Ruggeri e il direttore generale della pianificazione territoriale, Franco Lorenzani. Esempi? Diano Castello, nel ponente ligure dove: «salta agli occhi un crinale pieno di case: basta provare ad immaginare come sarebbe se fosse libero, per capire il senso di questa variante». Il piano rafforza anche le tutele sui promontori e sui capi e sui versanti a mare di maggiore rilevanza paesistica come ad esempio Capo Cervo, capo Berta, Capo Mele, Capo Santa Croce, Capo santo Spirito, Punta SantAnna, punta Baffe e punta Rospo. La variante si occupa anche del cosiddetto sistema dei tracciati storici dellAurelia e dei tracciati della ferrovia, sia quelli dismessi che quelli da dismettere. In particolare, vincola a parco costiero del ponente circa 75 chilometri di tracciato ferroviario per completare i ventiquattro chilometri di pista ciclabile dellex ferrovia a ponente. «Mettere nel piano paesistico lulteriore tratto di ferrovia che si dovrà dismettere, significa dare alla realizzazione delle piste ciclabili la stessa forza del tratto già realizzato. Non è più una scelta ma un obbligo. Immaginiamo che non tutti i Comuni saranno contenti». Il progetto delle piste ciclabili costiere riguarda anche il ponente genovese e savonese. «Stiamo lavorando per avere una continuità anche da Savona a Genova - ha spiegato Ruggeri - diversi Comuni hanno già realizzato i loro tratti, come Arenzano, Varazze e Celle ora occorre mettere tutto a fattore comune».