QUELLA SU «Raffaello e Urbino» doveva essere la mostra che riconciliava i rapporti tra la città natale del «divin pittore» e il padre Giovanni Santi, ingiustamente considerato artista di minore livello. E' stato così fino a pochi giorni fa, anche con il successo di oltre 141 mila visitatori. Ma qualche cosa è andato storto. Giovanni Santi adesso fa gola, e Brera lo reclama, con un «colpo di coda» che rievoca le spoliazioni di epoca napoleonica. A Urbino c'è ora chi rimpiange i tempi in cui il temibile esercito di Federico poteva muoversi con grande rapidità per difendere gli interessi dello Stato. L'esercito di Federico non c'è più e a combattere per il diritto a tenere in città le opere di Santi e Berto di Giovanni sono gli accademici del sodalizio dedicato a Raffaello Sanzio. E ovviamente i politici. «La casa Natale di Raffaello è del tutto adeguata a tutelare i dipinti che ci sono stati restituiti con la forma del prestito dice il presidente dell'Accademia, Giorgio Cerboni Baiardi perché lo è stata da sempre». Le accuse della sovrintendente di Brera non convincono gli urbinati e la polemica si annuncia aspra. Ieri alla Camera da opposti banchi si sono interessati alla vicenda Remigio Ceroni e Carlo Ciccioli del Pdl e Massimo Vannucci del Pd. La risposta del presidente di turno, Rocco Buttiglione, è stata illuminante: «La questione è di grande rilievo ha detto Buttiglione soprattutto per me, ex professore di Urbino. Ogni opera, diceva Benjamin, ha un'aura sua propria che dipende dal contesto originario della sua fabbricazione. Tenterà d'intervenire in via personale e privata». Ma c'è anche chi pensa ad azioni clamorose, come l'assessore provinciale alla Cultura, Davide Rossi, che si dice pronto a fare «un muro umano davanti al camion che porterà via i dipinti». Ma alla fine, come spiega l'onorevole Carlo Ciccioli del Pdl, oggi il ministero potrebbe decidere di bloccare il trasferimento. Per dar modo alle parti di ridiscutere «a sangue freddo» delle spoliazioni napoleoniche.
URBINO - Noi vittime depredati da Napoleone
A Urbino, la mostra su Raffaello e Urbino è stata chiusa a causa di una disputa tra la città e il padre di Raffaello, Giovanni Santi. La disputa riguarda la restituzione di opere d'arte che furono sequestrate durante la dominazione napoleonica. L'Accademia di Urbino ha difeso la decisione di non restituire le opere, affermando che la casa natale di Raffaello è adeguata a tutelare i dipinti. I politici del Pdl e del Pd hanno espresso le loro opinioni sulla vicenda, con alcuni che sostengono l'intervento del ministero per bloccare il trasferimento delle opere.
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