SASSARI. La soprintendenza regionale ai Beni artistici a breve potrebbe essere accorpata alle due soprintendenze ai Beni architettonici. L'isola diventerebbe così l'unica regione senza una soprintendenza specifica per i beni artistici. Nei giorni scorsi il senatore Mariano Delogu ha presentato una interrogazione al ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi. La soprintendenza ai Beni artistici ed etnoantropologici, che per un anno e mezzo ha lavorato sotto la guida di Maria Lucia Arbace e che ha prodotto importanti risultati, con mostre di altissimo livello, verrebbe così accorpata alle due soprintendenze ai Beni architettonici: quella di Sassari-Nuoro e quella di Cagliari-Oristano. All'origine della decisione del ministero ci sarebbe il taglio dei costi. Secondo gli addetti ai lavori, nessuno dei quali vuole rilasciare dichiarazioni ufficiali in attesa che la notizia venga formalizzata dal ministero, la Sardegna con questa decisione perderebbe un'importante figura istituzionale. Sarebbe, infatti, l'unica regione italiana senza una soprintendenza dedicata alla tutela dei beni artistici ed etnografici, nonostante l'immenso patrimonio che rende l'isola unica in tutta Europa. La preoccupazione maggiore è quella della sorte degli spazi museali, come il Mus'A di piazza Santa Caterina, dove nel 2008 ha trovato posto la collezione Tomè, che era rimasta «nascosta» in un deposito per una cinquantina d'anni.
SASSARI - Addio alla soprintendenza ai Beni artistici A rischio il Mus'a di piazza Santa Caterina
La soprintendenza regionale ai Beni artistici potrebbe essere accorpata alle due soprintendenze ai Beni architettonici in Sardegna. Il ministro per i Beni culturali ha deciso di tagliare i costi, portando così la Sardegna a non avere più una soprintendenza specifica per i beni artistici. Questa decisione potrebbe influire sulla sorte degli spazi museali, come il Mus'A di piazza Santa Caterina, che ospita la collezione Tomè. La Sardegna sarebbe l'unica regione italiana senza una soprintendenza dedicata alla tutela dei beni artistici ed etnografici. La decisione è stata presentata dal senatore Mariano Delogu e potrebbe essere formalizzata dal ministero nei prossimi giorni.
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