Il Lazio diventa un Museo diffuso. Il patrimonio della regione diventa fruibile attraverso un progetto pilota mirato alla valorizzazione di tesori disseminati nel territorio laziale e ancora poco conosciuti ma anche l'occasione per verificare, a cmquant'anni dalle prime schedature. lo stato di conservazione del patrimonio. 11 progetto prevede la realizzazione di oltre 6.000 didascalie in italiano ed inglese che dovranno segnalare l'autore e la storia di migliaia di opere, collocate in quasi 3.000 edifici di culto localizzati in pi di 300 comuni del Lazio. Opere che, dai sopralluoghi appaiono talvolta degradate, manomesse e abbandonate. Molte opere sono state spostate, altre musealizzate in altre strutture. molte altre perdute. il nostro patrimonio - spiega il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro - è ricco ma diverso e articolato sul territorio. Metterlo a sistema richiede risorse ma anche una grande organizzazione. Dobbiamo quindi unire le nostre forze per farci conoscere all'estero perchè la cultura diventi fattore di crescita e di sviluppo per il nostro Paese. Nel Lazio - aggiunge il sottosegretario - abbiamo un sistema museale obsoleto, con questo progetto possiamo finalmente monitorare il patrimonio museale esistente, capire dove dobbiamo intervenire, quali servizi migliorare . Tutela, conservazione e valorizzazione sono tutti termini che vanno insieme spiega Mario Resca, consigliere del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che dal 3 agosto con il nuovo regolamento del ministero diventerà responsabile della direzione per la valorizzazione dei Musei. L'Italia - continua Resca - è il Paese con il pi grande patrimonio artistico. La domanda di cultura aumenta in tutto il mondo, in Italia dobbiamo creare linguaggi nuovi, creare una cultura dell'accoglienza che riconquisti gli utenti, e per farlo dobbiamo attrezzarci: creare dei confort, ripensare gli orari di apertura delle nostre strutture museali. L'indotto che crea l'arte e la cultura è altissimo. Non abbiamo petrolio ma abbiamo un grandissimo patrimonio, dobbiamo crederci, cercare di attrarre anche mecenati, sponsor, privati che possano contribuire allo sviluppo della conoscenza. Abbiamo poche risorse - conclude - ma quelle che abbiamo dobbiamo spenderle be ne . Il Lazio nasconde tesori incredibili - sottolinea Rossella Vodret, soprintendente per i Beni storici ed artistici del Lazio - cicli artistici importanti ma non tutelati, testimonianze talvolta anche imbrattate, abbandonate. Tra l'altro. la nostra soprintendenza non ha uno spazio espositivo, quindi abbiamo pensato di considerare tutto il patrimonio laziale un vero museo. Abbiamo iniziato dalle didascalie. dalle visite guidate, alla tutela. Un'occasione che ci ha anche permesso di revisionare tutto il patrimonio . Il Museo Diffuso Lazio è un'operazione che il direttore regionale del Lazio, Luciano Marchetti, definisce la sintesi di quella che è la vera missione del Mibac: conciliare la tutela con la valorizzazione del patrimonio e la conoscenza scientifica di ricerca e informazione. Rendere noti i pittori dell'area laziale, finora adombrati da quelli più noti e conosciuti dell'area romana, significa - prosegue Marchetti - garantire una maggiore conoscenza del territorio . Al progetto hanno preso parte giovani storici dell'arte provenienti dalle quattro università più importanti del Lazio, le tre romane e l'università della Tuscia. Inoltre, per rendere pubbliche le iniziative è nato un sito (www.museodiffusolazio.it) nel quale è stato anche inserito tutto l'archivio fotografico della soprintendenza: circa 130.000 foto che si potranno acquistare con carte di credito. Un'ulteriore sezione del progetto riguarda l'allestimento di una serie di mostre su pittori nati o attivi nel Lazio che saranno realizzate presso le città natali degli artisti da qui al 2012.