Il consulente del Comune Andreas Kipar: così si aumentano gli standard I fondi sono pochi, bisognerà scegliere su cosa investire Lesempio è Times Square dove con poco è cambiato tutto «Partendo dal presupposto che Milano non è una città verde non può fare altro che provare a diventarlo, se vuole essere competitiva con le altre metropoli». Andreas Kipar, architetto e paesaggista che ha contribuito al Pgt. Quindici progetti faranno diventare questa città più verde? «Lobiettivo più vicino è quello di aumentare il verde pro capite per lappuntamento di Expo 2015, perché allora Milano sarà valutata nella misura in cui sarà stata capace di migliorarsi, arrivando anche a raddoppiare questa quota. Ma è una sfida che si può affrontare solo trasformando quello che cè di inutilizzato, facendo diventare una città fatta di eccellenze scollegate in un luogo dove scegliere di vivere». Il dubbio è che questo piano sia troppo ambizioso. «Intanto è quasi un miracolo che quattro assessori con i loro gruppi di lavoro si siano messi assieme per stendere un piano così impegnativo. Un piano che comprende micro e grandi interventi. Ma non è detto che si debba per forza realizzare tutto, non è detto che la città possa sostenere questa spesa». Appunto, non cè il rischio che resti tutto sulla carta? «Ora che un piano cè, è ovvio che si aspettino i finanziamenti. Questo non è un bel momento per leconomia, quindi bisognerà scegliere bene su cosa investire, per evitare quello che già sta accadendo al parco Forlanini dove un bellissimo progetto è fermo per mancanza di risorse, ma anche a Citylife e alla Biblioteca degli alberi. Se cè la volontà si deve riuscire anche a far leva sulla società civile per contribuire a questa realizzazione: chi costruirà dovrà farlo in maniera diversa, per evitare la cementificazione bisognerà stabilire regole per cui la realizzazione del verde dovrà essere contemporanea ai cantieri edili. In tutta Europa funziona così, si parte dallo spazio aperto: questo dovrà succedere anche a Milano». Siamo così perdenti nel confronto con le altre città? «Torno da New York dove lamministrazione ha realizzato una sorta di raggio verde su Times Square: con 500 sdraio hanno cambiato il mondo. È come se la Moratti domani decidesse di chiudere alle auto un pezzo di corso Buenos Aires. Ecco, quello che serve è il coraggio di decidere che la città cambia, e farlo davvero, passando dalle enunciazioni alla pratica senza perdersi nei compromessi. Prendiamo gli alberi di Abbado: sono un buon inizio, ma bisogna avere il coraggio di piantarli liberando le aree dai parcheggi. Non si può avere tutto, bisogna scegliere. Scegliere il verde, ovviamente». (or. li.)
MILANO - URBANISTICA. "Servono soldi e coraggio questa è la sfida del futuro"
Andreas Kipar, consulente del Comune di Milano, ha presentato un piano per aumentare il verde nella città. L'obiettivo è di raddoppiare il verde pro capite entro Expo 2015. Il piano prevede 15 progetti, tra micro e grandi interventi, per trasformare Milano in una città più verde. Tuttavia, ci sono dubbi sulla realizzabilità del piano e sulla capacità del Comune di sostenere le spese. Kipar sostiene che la società civile può contribuire alla realizzazione del piano, stabilendo regole per la realizzazione del verde contemporanea ai cantieri edili. Ha anche menzionato l'esempio di Times Square a New York, dove l'amministrazione ha realizzato un raggio verde con 500 sdraio.
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