Beni culturali, presentato progetto "Museo Diffuso Lazio" Roma, 15 lug (Velino) - È stato presentato questa mattina il "Museo Diffuso Lazio", progetto pilota per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio laziale che vuol far conoscere ai cittadini e ai turisti il ricco e importante patrimonio nascosto della regione. Nel salone del ministero per i Beni e le attività culturali erano presenti Francesco Giro, sottosegretario del Mibac, Mario Resca, consigliere per la Valorizzazione dei musei e dei siti archeologici, Antonia Pasqua Recchia, direttore generale per l'Organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali, Luciano Marchetti, direttore regionale del Lazio e Rossella Vodret, sovrintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Lazio. Proprio Vodret ha illustrato lo scopo e l'organizzazione del progetto "Museo Diffuso", che si sviluppa attraverso numerose iniziative coordinate: musealizzazione delle opere dislocate nei luoghi di culto attraverso accurate didascalie in italiano e inglese, collocate in teche di plexiglas; sistematizzazione e divulgazione delle ricerche e dei restauri effettuati attraverso una nuova e intensa produzione editoriale; mostre monografiche sui pittori laziali meno conosciuti ma non per questo meno incisivi nel nostro patrimonio artistico e, infine, la creazione di una galleria multimediale on-line dell'archivio fotografico del Mibac prodotto in doppia definizione. "Un sentito ringraziamento ha dichiarato Vodret - va a tutta l'equipe che in questi due anni si è spesa per la realizzazione di questo progetto-pilota molto ambizioso e importante. La creazione delle multilingue collocate nei siti storico-artistici che abbiamo repertato, oltre alla digitalizzazione di circa 140 mila fotografie, è stata possibile grazie al lavoro di squadra svolto insieme al Mibac, ai vescovi delle diocesi della regione, al Fondo per gli edifici di culto e, soprattutto, grazie alle quattro università più importanti del Lazio (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e università della Tuscia) che hanno messo a nostra disposizione più di cento giovani laureati i quali, in questo modo, hanno potuto fare un'esperienza unica e dinamica sul campo. Il Lazio è pieno di tesori nascosti ha continua Vodret -, troppo spesso offuscati dalla grandiosità di Roma. La revisione del territorio, che non veniva effettuata da almeno 30 anni, ci ha portati alla scoperta di chiese distrutte o trasformate indebitamente in strutture alberghiere. A Gaeta abbiamo persino scoperto uno stupendo affresco in una chiesa sconsacrata adibita a rimessa per le barche. Più di tremila luoghi sacri sono stati arricchiti da seimila didascalie che vogliono offrire anche una guida iconografica così, oltre a essere istruiti su ciò che si sta guarda, si potrà anche conoscere il significato più profondo di questi tesori tenuti troppo a lungo in un cono d'ombra e incuria". Il direttore regionale del Lazio, Luciano Marchetti, ha ringraziato la sovrintendente Vodret per "il progetto che ben rappresenta la missione del ministero, sintesi della tutela del patrimonio con la sua valorizzazione unitamente all'attività di ricerca storico-scientifica", mentre Antonia Pasqua Recchia ha sottolineato l'importanza del sodalizio con i quattro principali atenei laziali che "hanno offerto una nuova linfa capace di svecchiare le strutture dell'amministrazione ministeriale, rendendo possibile il passaggio da un archivio cartaceo, pressoché inutilizzabile, all'interazione moderna e tecnologica tipica del web 2.0". Questo significa, ha spiegato Recchia, "che oltre alla diffusione della conoscenza è possibile anche offrire un servizio pubblico attraverso la vendita di queste immagini on-line". Su questo argomento si è soffermato anche Mario Resca che ha sottolineato come "la domanda di cultura stia aumentando in tutto il mondo, ma l'Italia non è in grado di rispondere adeguatamente perché manca degli strumenti fondamentali che consentirebbero al nostro patrimonio di diventare un vero e proprio settore trainante del'economia. Manca la cultura dell'accoglienza moderna ha aggiunto Resca . Dobbiamo andare incontro al nostro potenziale cliente e l'idea di creare itinerari storico-culturali, accompagnati da approfondite didascalie anche in lingua inglese, è senz'altro un ottimo punto di partenza. Abbiamo pochissimi fondi, come si suol dire la coperta è corta, ma coi pochi fondi a nostra disposizione dobbiamo riuscire a fare molto di più; riorganizzare il settore secondo i parametri di efficienza e efficacia è possibile se si considera che all'estero per ogni euro investito in cultura se ne producono altri sette". A questo proposito, il sottosegretario Giro ha riportato l'attenzione sul progetto di creazione di una super direzione generale per i Beni architettonici e paesaggistici, fondamentale per la pianificazione urbanistica che si fonda su tre elementi imprescindibili: il paesaggio, il territorio ma soprattutto l'ambiente". "Il nostro motto ha rimarcato Giro - è 'fare sistema' per creare iniziative integrate che uniscano competenze, risorse e attività degli enti. La prossima settimana si terrà una riunione decisiva per la redistribuzione dei fondi Arcus; 120 milioni sono destinati a noi. È essenziale smetterla con la malsana abitudine di utilizzare questi fondi per finanziamenti a pioggia. Dobbiamo evitare tanto i macro progetti quanto quelli troppo piccoli. Per questo motivo ci stiamo coordinando a livello nazionale per concentrare le risorse solo sui progetti che integrino tante realtà accomunate dallo stesso obiettivo come, ad esempio, Palazzo Barberini, che sarà l'epicentro di un sistema stellare dei musei statali di Roma, per il quale sono già stati stanziati 15 milioni tra fondi ordinari e virtuose rimodulazioni operate a livello regionale. La cultura ha concluso il sottosegretario - deve diventare un fattore strategico utilizzato per farci conoscere di più all'estero, così da trasformare il mito delle bellezze artistiche italiane in vero e proprio benessere economico".
CLT - Beni culturali, presentato progetto "Museo Diffuso Lazio"
Il "Museo Diffuso Lazio" è un progetto pilota per valorizzare il patrimonio storico-artistico del territorio laziale. Il progetto è stato presentato a Roma e prevede la creazione di didascalie in italiano e inglese per le opere d'arte dislocate nei luoghi di culto, la sistematizzazione e divulgazione delle ricerche e dei restauri, le mostre monografiche sui pittori laziali meno conosciuti e la creazione di una galleria multimediale on-line dell'archivio fotografico del Mibac. Il progetto è stato realizzato grazie al lavoro di squadra con il Mibac, le diocesi della regione, il Fondo per gli edifici di culto e le università del Lazio.
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