La proposta di Ligresti: una commissione di magistrati esamini subito i progetti, poi basta con gli stoP «Ricorreremo al Consiglio di Stato». Contro la sentenza del Tar che ha annullato le delibere sulla variante al Pii Garibaldi-Repubblica, parte fondamentale del progetto Porta Nuova, è il sindaco in persona ad annunciare le contromosse: «La decisione del Tar non ferma i lavori in quelle parti non toccate dalla sentenza - dice Letizia Moratti - ma per le altre zone presenteremo appello». Il Comune rende nota la battaglia legale nel giorno dellinaugurazione del primo prodotto di Porta Nuova: un tunnel di quasi 300 metri, costato 8 milioni e realizzato in 14 mesi (dalla società Ingre di cui Hines è capofila), che da oggi permette alle auto di proseguire da viale Liberazione fino alla Stazione Garibaldi. Sul fronte del ricorso, vinto dal Comitato I Mille dellIsola, le carte per lappello sono allo studio dellavvocatura di Palazzo Marino. E si sta addirittura valutando lopportunità di un blocco dei lavori, in attesa che il Consiglio di Stato dica la sua, nelle aree menzionate nella sentenza. Ovvero quella su cui dovrebbero sorgere uffici e spazi commerciali dellarchitetto Cesar Pelli con al centro la piazza sopraelevata e larea destinata originariamente al museo della moda. Un eventuale blocco che non pregiudicherebbe lavanzamento del resto dei lavori, non contestati al Tar. Linaugurazione del tunnel ha offerto loccasione anche al presidente di Fondiaria Sai, Salvatore Ligresti - investitore a Porta Nuova assieme ad Hines - per suggerire la Defense parigina come modello di sviluppo urbanistico. Ma soprattutto per lanciare la sua idea in chiave Expo dove non ha nascosto che «le difficoltà di approvazioni, di leggi, di magistratura» sono «sotto gli occhi di tutti». La proposta: «Una commissione di garanzia fatta di magistrati che dallinizio possano garantire le autorizzazioni così che poi si possa lavorare in pace». Unidea che piace al sindaco Moratti: «Se si trova una modalità che possa facilitare gli esiti delle gare e evitare ricorsi sono pienamente daccordo». Che piace anche al governatore Formigoni perché individuare tempi brevi e certi è «un obiettivo ottimale». La proposta allarma, invece, il Pd: «Rischia di portare a una spirale molto pericolosa di limitazione dei controlli», critica Piefrancesco Majorino.