La Regione: muoverà un giro daffari di 5 miliardi Un appello contro il piano casa, che sarà operativo dal 16 ottobre, quando i cittadini potranno cominciare a presentare le dia, le dichiarazioni di inizio attività, per incrementare le volumetrie di edifici esistenti. Sono Fai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf a chiedere in una nota congiunta ai sindaci e ai consigli comunali di difendere il territorio: «Ora siete lunico presidio per salvare la bellezza dei centri storici, delle campagne e dei parchi della Lombardia». Il verde Carlo Monguzzi si rivolge al governo: «Blocchi il piano casa, visto che nella trattativa con le Regioni aveva escluso lampliamento degli edifici e la demolizione con ampliamento nei parchi e nei centri storici». Nella nota, le associazioni ambientaliste non puntano il dito solo contro gli aspetti più discussi del piano, come laumento del 20 delle volumetrie nei parchi e nei centri storici. Leffetto più grave, scrivono, «è la cancellazione di ogni principio elementare di pianificazione urbanistica». I Comuni, infatti, dovranno dire quali parti del territorio escludono dallapplicazione della legge. «Ma non potranno scegliere lopzione zero - dice Costanza Pratesi del Fai - vale a dire escludere tutto il territorio». Il Fai aveva chiesto nelle audizioni in commissione di consentire la ricostruzione nei centri storici ma senza incremento di volumetria e aveva ricordato che solo le aree naturalistiche, una parte minima dei parchi, sarebbero state indenni dallaumento del costruito. «Nessuna delle nostre richieste è stata accolta», lamenta la Pratesi. Al contrario, le associazioni prevedono che saranno «allargati o sopraelevati villette e caseggiati fino a 1.200 metri cubi» (nellaccordo Stato-Regioni il limite era di 1.000), che si potranno «ampliare capannoni sparsi nella campagna e magari farli diventare centri commerciali e aumentare indiscriminatamente la densità abitativa nei quartieri di edilizia popolare». E tutto «senza contrattazione con il privato e contropartite in forma di servizi per i cittadini». Di qui lappello ai Comuni, «i veri danneggiati dal provvedimento». Anche Monguzzi vede nei sindaci «lultimo argine contro gli effetti più pericolosi del piano varato da Formigoni e dal centrodestra». Non mancano, però, anche i commenti positivi alla nuova legge. Luigi Colombo, presidente dei costruttori edili lombardi dellAnce, parla di «boccata di ossigeno», perché «la Regione riconosce il ruolo strategico per uscire da una grave crisi economica di un comparto che in Lombardia conta 140.000 imprese e 330.000 addetti». «Con il piano casa si stima che il lavoro per le piccole e medie imprese del settore edilizio possa aumentare del 30», osserva Paolo Galassi, presidente delle 3.000 imprese di Confapi. Difendono naturalmente il loro provvedimento (contestato ieri dagli ambientalisti davanti allassessorato al Territorio) sia lassessore Davide Boni che il governatore Roberto Formigoni. «Se un edificio su cento fra quelli coinvolti nel piano edilizio fosse ristrutturato - dice Boni - lindotto sarebbe di 5 miliardi, con 30-40.000 posti di lavoro nel settore edilizio». «È una legge, limitata nel tempo, che servirà al rilancio delledilizia», il commento di Formigoni.