Nel Piano del territorio ramblas alberate, tram sospesi e meno auto Piste ciclabili sui Bastioni, giardini sui binari ferroviari in disuso che verranno ricoperti Ramblas e boulevard, treni sospesi e parchi di intrattenimento. Sarà una Milano completamente diversa da oggi, quella del 2030. Almeno così la disegna il Piano generale del territorio (Pgt), attraverso quindici progetti che dal centro fino ai parchi della cintura urbana immaginano una "città pubblica" da costruire anche, se non soprattutto, grazie alle entrate del connesso sviluppo urbanistico. Progetti che mettono assieme verde e acqua, shopping e biciclette, nuovi parcheggi e arte. Cè molta voglia di estero, e non solo per la scelta dei nomi - circle line, green ring, strips e via dicendo - ma anche nei paragoni: e così il "West park dellintrattenimento ad ovest" (più prosaicamente larea tra Parco di Trenno, Bosco in città e Parco delle cave con in mezzo Meazza, Palasharp e Lido) sarà un unico polmone verde pari a cinque volte il londinese Hide Park e i parchi agricoli rinnovati saranno il doppio di Central Park a New York. Ma la superficie non basta. E qui arrivano i progetti. Si parte dal centro, con un doppio anello fatto dalla passeggiata dei Bastioni (indicata come il primo dei Raggi verdi ciclo-pedonali, dove spariranno in alcuni tratti dei controviali le auto) e dal "Ring" dei viali delle Regioni nella Circonvallazione della 9091 (che ospiterà tram sospesi e servirà come traccia verde per edifici di servizio e luoghi simbolici). Ci sarà poi un terzo anello, più esterno: è il Filo rosso, 72 chilometri di piste ciclabili ai margini della città a "chiudere" i Raggi verdi, con posti di scambio auto-bici, aree picnic, fermate dei mezzi pubblici. Tra questi anelli, correrà anche la "circle line del ferro", ovvero il sistema di mobilità misto ferrovia-metropolitana affiancato da fasce verdi. Dal centro partiranno, verso Nord, i due boulevard del Sempione (con il tratto da piazza Firenze allArco della Pace quasi tutto pedonalizzato) e di Buenos Aires. Sparse in città, dal centro alla prima periferia Ovest, 23 Rotonde dellArte o "salotti di quartiere": piazze già esistenti rese verdi e usate come museo allaperto per opere darte contemporanea e land art. Ma il Pgt concentra molte delle sue risorse sullo spazio di confine, dove maggiori sono le possibilità di creare dal nulla spazi vivibili. Ecco allora il Parco dello Sport del Lambro (e le Porte verdi del Lambro in città, ponti e sottopassi) e lArco verde dei giardini lombardi che, con la parziale copertura dei binari delle ferrovie, vorrebbe dare continuità a zone oggi separate: con il vertice nellarea Garibaldi-Repubblica-Centrale, arriverà ad Ovest nel futuro Parco scientifico della Bovisa e ad Est allo scalo di Greco in un nuovo grande parco alla Bicocca. Ancora, lInterquartiere, una strada-parco che collegherà luoghi delleccellenza milanese (ospedali, università, area Expo). A sud, invece, la Milano futura vedrà la Ronda, unaltra strada-parco con giardini e vie alberate tra le porte del Parco agricolo. E poi lacqua: il Fiume di Milano è il progetto che vorrebbe collegare («come il corso di un lungo fiume») corsi esistenti e di futura realizzazione, con la Darsena risanata. «Man mano che si deciderà cosa è prioritario nel piano delle opere pubbliche e guardando ai finanziamenti, partiranno i concorsi internazionali», assicura lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli. Che aggiunge: «Ci piacerebbe che tutta la città collaborasse a definire il Pgt». Un progetto che per lopposizione non è in partenza sbagliato. «In un grande progetto sulla città ben vengano idee non banali e cariche di suggestioni - spiega Maurizio Baruffi, consigliere dei Verdi - : ma la preoccupazione è che il marketing prevalga sulla sostanza. Il monito dovrebbero essere esperienze come il sottoutilizzo del Passante ferroviario o loperazione incompiuta di Santa Giulia».