Occorrono 300 milioni di euro per soccorrere i 45 monumenti della lista di Berslusconi, ma occorrono tre miliardi per riparare tutti i danni dell'arte abruzzese, A tre mesi dal terremoto, sono queste le cifre del disastro per il patrimonio d'Abruzzo. Qualche esempio; per restaurare il Forte Spagnolo servirebbero 50 milioni, per restaurare la duecentesca Abbazia di Collemaggio 16 milioni. Per rimettere il Palazzo della Preesttura serviranno almeno 27 milioni, con un intervento che impegnerà come minimo cinque anni. E poco meno di 25 milioni di euro, si prevede costerà il restauro del Palazzo che ospitava la biblioteca provinciale. Impegnativa, la ristrutturazione della Cattedrale e del Palazzo Vescovile, di proprietà della Curia: ricostruita già una volta dopo il terremoto del 1703, la grande chiesa duecentesca ha bisogno di 14,5 milioni di euro, a cui se ne devono aggiungere altri 19,2 per il palazzo vescovile. Almeno 5,8 milioni serviranno per la chiesa di Santa Giusta all'Aquila, 4,5 per Santa Maria Paganica, sempre all'Aquila, 1,5 per San Pietro a Coppito. Ma oltre all'elenco di irriununciabili c'è ben di più. Quasi 2000 beni (per l'esattezza 1996) in gran parte danneggiati. Fino ad oggi i tecnici ne hanno controllati 1.353. Quattrocento sono stati dichiarati agibili. Per tutti gli altri servono interventi. Dei duemila, oltre mille (1062) sono solo le chiese. Per loro servono 1 miliardo e 150 milioni. Poi ci sono i palazzi (1,5 mld) e le altre tipologie di immobili (200 milioni). Il totale fa 2 miliardi 850 milioni per il restauro dei beni mobili, ovvero le tante, tele sculture, madonne recuperate nel museo nazionale, nelle chiese, nei palazzi.