«La basilica di Santa Maria di Collemaggio» dice «è stata trattata come il primogenito più bravo: nessuno ha voluto adottarla, forse pensando che la sua ricostruzione fosse scontata, ma perché torni allo splendore del passato c'è bisogno di molti soldi». Per il momento per le certezze sono ben poche: «I frati di Collemaggio hanno stipulato un gemellaggio con quelli della basilica di San Francesco di Assisi», spiega il soprintendente. «La fondazione della Carispaq ha finanziato 200mila euro per la ricostruzione e si è fatta capofila di una sottoscrizione aperta a tutte le casse di risparmio d'Italia per reperire fondi da destinare alla ricostruzione della chiesa. Per il resto niente di fatto». D'altra parte numerosi sono stati i monumenti aquilani distrutti dal terremoto e poi adottati dai paesi esteri durante il G8, ma tra questi, incredibilmente, non compare Collemaggio: la Francia si farà carico delle Anime Sante, il Giappone del complesso di Sant'Agostino, la Spagna del Castello cinquecentesco, la Russia di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio magno, l'Australia dell'oratorio di Sant'Antonio di Padova e la Germania della frazione di Onna. Poi ci sono altri paesi che hanno mostrato l'intenzione di avviare la ricostruzione di altre strutture importanti ma non chiese come il Canada oppure l'Olanda. «La basilica di Collemaggio forse è rimasta fuori proprio perché simbolo della città», spiega Galletti. «Deve essere in primis l'Italia a prendersene cura. Sono fiducioso che questo avvenga, ma spero che i tempi non siano troppo lunghi. Il premier Silvio Berlusconi ha detto che la prima emergenza riguarda le abitazioni dei cittadini, ma non bisogna dimenticare i luoghi simbolo della città dell'Aquila». Intanto, sono iniziati già da aprile i lavori per la messa in sicurezza del monumento, in modo che questo possa essere fruibile per la prossima Perdonanza, almeno nella parte non crollata. Si sta provvedendo, infatti, a fasciare i pilastri con cinte rinforzate e a posizionare tubolari di sostegno alla struttura portante. Presto verrà riposizionata la gigantografia sulla facciata. La riproduzione fotografica, infatti, era stata tolta per permettere la conclusione dei lavori di restauro. La parte absidale verrà chiusa attraverso dei teli trasparenti, in modo tale che sarà comunque possibile vederne le macerie per chi entrerà nella chiesa; verranno inoltre smontati i ponteggi al- l'interno della facciata e il transetto sarà messo in sicurezza. «In tal modo», spiega il soprintendente «tutti potranno guardare gli effetti reali del sisma sul monumento». Per la celebrazione della Perdonanza sarà restaurata anche la porta Santa che a seguito del terremoto ha riportato importanti lesioni. «Prima di dare il via alla ricostruzione vera e propria», conclude Galletti «è comunque necessario aspettare che termini lo sciame sismico. Le continue scosse, infatti, potrebbero rovinare tutto il ben fatto». Il problema sta nel fatto che, secondo gli esperti, lo sciame sismico potrebbe andare avanti ancora per dei mesi e si corre il rischio che i lavori possano essere avviati oltre l'inverno prossimo con un slittamento dei tempi intollarabile. Il rettore della basilica, don Nunzio Spinelli, si è tuttavia sempre detto fiducioso sui tempi della ricostruzione e ha anche annunciato di essere già al lavoro per la prossima Perdonanza celestiniana.
ABRUZZO, L'AQUILA Nessun paese adotta Collemaggio
La basilica di Santa Maria di Collemaggio è stata trattata come il primogenito più bravo, ma non è stata adottata da nessuno per la ricostruzione. I frati di Collemaggio hanno stipulato un gemellaggio con quelli della basilica di San Francesco di Assisi e la fondazione Carispaq ha finanziato 200mila euro per la ricostruzione. La chiesa è stata danneggiata dal terremoto e ora è in sicurezza grazie ai lavori di messa in sicurezza. La riproduzione fotografica della facciata è stata tolta per permettere la conclusione dei lavori di restauro. La porta Santa è stata restaurata e la Perdonanza celestiniana sarà celebrata con la chiesa restaurata.
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