Il piano casa in discussione in consiglio regionale è "una gravissima minaccia per i centri storici e lassetto del territorio". È lappello che Italia Nostra assieme a cinquanta intellettuali ha inviato al Capo dello Stato Giorgio Napolitano denunciando la violazione dellarticolo 9 della Costituzione. Un PIano casa regionale bollato dagli intellettuali come "una gravissima minaccia per i centri storici e lassetto del territorio". Un piano casa "in spregio ai valori del paesaggio campano universalmente riconosciuti". Torna in campo la società civile e con numerose firme di prestigio, da Alberto Asor Rosa a Salvatore Settis, lancia un appello al Capo dello Stato Giorgio Napolitano e sottoscrive il documento preparato da Guido Donatone e Luigi De Falco di Italia Nostra che contiene una pesante censura nei confronti della proposta della giunta regionale perché si tratta di un progetto che "consente ampliamenti e sostituzioni dei volumi esistenti anche in zone soggette al vincolo paesaggistico". Asor Rosa, Settis, Donatone, De Falco. E con loro Piero Craveri, Lidia e Silvia Croce, Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Marta Herling, Luigi Labruna, Giovanni Losavio, Aldo Masullo, Gerardo Marotta, Giovanni Pugliese Carratelli, Fulco Pratesi, Edo Ronchi e tanti altri esponenti delle università e della cultura. Tutti contro un piano casa, approvato dalla giunta il 28 maggio e ora allesame della quarta commissione consiliare, che prevede laumento del 20 per cento dei volumi per villette mono e bifamiliari e del 35 per cento per gli edifici abbattuti e ricostruiti. Oltre alla riqualificazione e al cambio di destinazione per capannoni industriali dismessi da destinare ad abitazioni. Il disegno di legge comprende anche il recupero delle aree degradate, utilizzate abusivamente da organizzazioni malavitose e camorristiche. «Non potevamo assistere senza fiatare - protesta Donatone, presidente della sezione napoletana di Italia Nostra - allo stravolgimento del territorio campano già compromesso dalla speculazione e da anni di abusivismo edilizio. Ci appelliamo pertanto al Capo dello Stato affinché richiami la Regione al rispetto dellarticolo 9 della Costituzione ma anche al rispetto delle prerogative delle amministrazioni comunali, scongiurando un irreparabile attentato al nostro territorio e al nostro intangibile patrimonio culturale e paesaggistico». Appello sostenuto da cinquanta intellettuali, tra i quali architetti e ingegneri, che scrivono: «I poteri di pianificazione urbanistica dei Comuni sono completamente esautorati. Il disegno di legge in questione fa purtroppo piovere sulle amministrazioni deroghe ai piani urbanistici decise direttamente dalla proprietà fondiaria. Ancora più scandalosa è poi la possibilità di sostituire volumetrie anche modificandone la destinazione duso, senza escludere con chiarezza i centri storici, compromettendo scelte urbanistiche fondamentali di competenza dei Comuni». «Lassetto urbanistico della Campania ma soprattutto quello della città di Napoli - conclude Guido Donatone - verrebbe sconvolto da radicali trasformazioni in base a semplici istanze di privati cittadini. Basti penare cosa accadrebbe nella zona ex industriale di Napoli est».