L'Aquila chiama, Bergamo risponde. E che sia per spirito di solidarietà o per amore dell'arte non fa differenza: Claudio Marziali e sua moglie Iole Marcuccio, titolari dello studio Marcuccio Marziali di Bergamo, sono scesi in Abruzzo di loro spontanea volontà per aiutare le squadre di intervento nelle operazioni di recupero delle opere d'arte danneggiate dal sisma del 6 aprile (ieri si sono registrate altre scosse, in particolare una di magnitudo 4 alle 10,38: la gente per la paura si è riversata nelle strade). Restauratori di professione, i coniugi Marziali hanno lavorato accanto ai volontari di Legambiente e ai vigili del fuoco contribuendo a portare in salvo decine e decine di tesori d'arte sepolti sotto le macerie. Ma non solo: insieme all'Associazione restauratori di Bergamo della Cna (Confederazione nazionale artigianato), che conta una quarantina di associati, lo studio Marziali sta aspettando che la Soprintendenza ai beni architettonici del ministero dia il via libera per autorizzare i lavori di restauro. «Abbiamo dato la nostra disponibilità spiega lole Marcuccio e la Soprintendenza è al corrente che può contare su un gruppo cli restauratori pronti a collaborare anche gratuitamente. Ora stiamo aspettando una risposta ma le procedure burocratiche sono lunghe, a causa anche dei lavori di recupero ancora in corso». il salvataggio delle opere d'arte, iniziato subito due settimane dop il sisma, sta infaffi procedendo con lentezza dato il grave stato in cui versano gran parte degli edifici. «Finora sono state recuperate 1.200 opere ma mancano ancora 500 chiese da ispezionare spiega Claudio . Le operazioni cli recupero sono lunghe e delicate e non solo Ieri una scossa per l'attenzione nel raccogliere di manitudo le opere sotto le macerie ma an che nel loro imballaggio e nella alle 10,38. schedatura: fasi necessarie per la gente poter trasportare le opere nei de positi della Protezione civile e per la paura della Soprintendenza». Insieme si è riversata alle loro assistenti Manuela Car nelle strade rozza e Daniela Zanarotto, i co niugi Marziali hanno trascorso una settimana accanto alle squa dre miste formate dal personale della Soprintendenza e da gruppi universitari chiamati a collaborare con la Protezione Civile e Legambiente. «E' stata dura racconta Claudio, che era impegnato al Museo nazionale all'interno del Castellu spagnolo dove erano contenute circa 3 mila opere dal XXII al XV secolo e del XX secolo. Le difficoltà nel trasportare fuori dal museo le opere e mantenerne intatta l'identità sono state enormi. Le sale erano inagibili e le continue scosse di terremoto rallentavano il recupero, oltre a creare rischi seri per i vigili del fuoco che dovevano estrarre le opere e portarle in settori del Castello meno compromessi, dove venivano caricate su una slitta sol levata da una gru e trasportate nel giardino esterno». Gran parte delle raccolte, come le statue lignee e in terracotta, hanno riportato gravi darmi: «La sezione d'arte contemporanea all'ultimo piano è quella che ha subito il crdìlo totale degli ambienti spiega Claudio. Sono riuscito comunque a recuperare diverse opere insieme ai Nucleo Saf (Speleo, Alpino, Fluviali) dei vigili del fuoco che hanno fatto un lavoro meticoloso anche nel costruire telai provvisori per trasportare le opere fuori dal museo». A collaborare con le squadre in città c'era lole: «Molte vie erano inagibili ma siamo riusciti ad avvicinarci alla chiesa di Santa Maria, simbolo del patrimonio culturale aquilano, dove il crollo della copertura ha causato danni enormi alla struttura. Dalla chiesa di San Bemnardino, dove i darmi maggiori si sono riscontrati sul campanile e la cupola che presenta un enorme squarcio, abbiamo estratto un dipinto su tavola di Francesco da Montereale completamente distrutto». Affreschi, dipinti, stoffe, sculture, mobifi del Rinascimento: tante le opere portate in salvo appartenenti a un patrimoniQ culturale andato danneggiato in una sola notte: «E stata un'esperienza molto importante e siamo contenti di aver contribuito al recupero di questi tesori conclude lole . Ora ci auguriamo di poter curare anche la fase di restauro e ridare alle opere tutto il loro splendore artistico».
ABRUZZO - Da Bergamo all'Aquila per salvare le opere d'arte
Lo studio Marcuccio Marziali di Bergamo ha inviato due restauratori, Claudio e Iole Marcuccio, in Abruzzo per aiutare le squadre di intervento nelle operazioni di recupero delle opere d'arte danneggiate dal sisma del 6 aprile. I coniugi Marziali hanno lavorato accanto ai volontari di Legambiente e ai vigili del fuoco contribuendo a portare in salvo decine e decine di tesori d'arte. Lo studio sta aspettando la Soprintendenza per autorizzare i lavori di restauro. Il salvataggio delle opere d'arte sta procedendo con lentezza, con 1.200 opere recuperate ma ancora 500 chiese da ispezionare.
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