Legambiente e costruttori: così non va Senzioni (Assedil): "Iniziativa timida, riguarda solo il 15 per cento del territorio" Nessuno è soddisfatto: fa discutere la proposta di legge varata dalla giunta regionale che recepisce e modella sulla Liguria le linee del governo per aumentare i volumi a disposizione delle famiglie. Riguarda solo gli edifici entro i mille metri cubi (300 metri quadri) che potranno aggiungere percentuali tra il 10 ed il 30 per cento. Alla vigilia dellapertura del dibattito nelle commissioni del consiglio regionale, le linee sono bocciate tanto dagli ambientalisti quanto dai costruttori. Legambiente per voce del segretario ligure Stefano Sarti dice che: «è un piano ambiguo con cui la Regione non si assume le proprie responsabilità né per i sei parchi che non sono Portofino e Cinque Terre, né per i centri storici. In pratica, dice agli enti parco e ai Comuni: fate voi». Legambiente chiede subito di essere ascoltata dalla commissione consiliare dellambiente. E scettico anche il vice presidente di Assedil, Maurizio Senzioni, la cui associazione proprio oggi si riunisce per fare il punto sul testo licenziato dalla giunta e preparare le osservazioni da consegnare ai consiglieri regionali. Cosa non va, secondo i costruttori? «E un piano timido. Riguarderà al massimo il 15 per cento del territorio totale della Liguria. E timido anche rispetto a quanto hanno fatto Regioni come la Toscana e lEmilia dove gli incentivi per il risparmio energetico e le nuove tecnologie arrivano al 45-50 per cento di volumi in più, mentre la Liguria si ferma al 5-10 per cento. Mi meraviglio che gli ambientalisti possano avere delle preoccupazioni». Il piano della giunta esclude la quasi totalità dei Comuni costieri e i parchi delle Cinque Terre e di Portofino. «Ma in Liguria abbiamo altri sei parchi - dice Sarti di Legambiente - dove la Regione dice: fate voi. La legge regionale della vicina Toscana dice chiaramente che "gli interventi edilizi (..) non possono essere realizzati su edifici abitativi che (..) risultino (..) collocati nei territori dei parchi e delle riserve nazionali e regionali". Nella formulazione della giunta ligure siamo invece di fronte a un fatto curioso: ci sono parchi dove il divieto di applicazione del piano casa è già sancito per legge e altri dove si lascia agli stessi la decisione di adeguarsi. Sono ben 6 (Alpi Liguri, Antola, Aveto, Beigua, Montemarcello-Magra, Portovenere) i parchi regionali a cui lindicazione che viene data è: fate voi! E poco serio, ambiguo e forse inaccettabile da parte degli stessi enti Parco». Un altro punto dolente secondo Legambiente è lesclusione dei centri storici: «dove la non applicabilità del piano viene però accompagnata dallapertura di osservazioni motivate in senso contrario da parte dei Comuni entro 60 giorni dallemanazione della legge. La possibilità che i Comuni lo accolgano e stravolgano il senso generale di tutela sono però maggiori rispetto ai Parchi».