L'INTERVISTA RIPENSARE LE INFRASTRUTTURE GUARDANDO AL PAESAGGIO L'architetto João Ferreira Nunes «Il paesaggio è l'insieme di segni lasciati sul territorio che si sovrappongono ai segni propri della genesi del luogo. Il paesaggio è un complesso sistema di relazioni cui tali segni corrispondono». Non ha dubbi l'architetto paesaggista portoghese, João Ferreira Nunes, per il quale la necessità di trasformazione e il rispetto del territorio sono due elementi inscindibili. Da sempre le infrastrutture sono il paradigma del progresso e una necessità evolutiva del territorio ma spesso diventano anche cifra di un deturpamento ambientale che compromette l'estetica a discapito dell'usabilità. Cosa significa costruire pensando al paesaggio? Tutti i segni delle trasformazioni che si sono sovrapposte nel corso del tempo corrispondono a un importante aspetto del paesaggio e sono destinati a durare. L'infrastruttura è un elemento costitutivo del paesaggio, per le trasformazioni fisiche che determina. Ogni Era ha avuto le sue urgenze e le sue esigenze, sulla base delle quali l'uomo ha da sempre modificato il paesaggio. E se paesaggio è l'immagine impressa nel territorio di tutte queste convinzioni, allora le strade, le linee ferroviarie, le linee elettriche, le dighe e i porti saranno paesaggio tanto quanto i campi, le città, i paesi, le foreste e tutti i segnali della capacità trasformativa delle comunità umane. Quanto incide la peculiarità di un territorio nelle scelte infrastrutturali? Lei che ha un'ottica internazionale, quali aspetti comuni reputa fondamentali nell'attenzione alla paesaggistica globale? Il mio lavoro mi ha portato a diretto contatto con realtà molto differenti le une dalle altre, per storia, tradizione e bisogni territoriali. E proprio per questa ragione si è fatta strada in me, in modo sempre più radicato, la convinzione che progettare infrastrutture non è mai imprescindibile dalle peculiarità del luogo in cui si opera. Per tale ragione è difficile, se non impossibile in alcuni casi, tracciare delle linee comuni. Progettare in questo Paese è diverso dal farlo in qualsiasi altro, così come ripensare le infrastrutture in Veneto non potrà mai essere uguale al farlo in un'altra regione. Cosa è cambiato oggi in Italia, in termini di consapevolezza e legame con il territorio, nella progettazione e realizzazione di grandi opere? La paesaggistica è ancora una disciplina poco conosciuta in Italia ma mi rendo conto, giorno dopo giorno, che molte cose stanno cambiando. Si sta modificando la consapevolezza dell'ambiente che ci circonda. Certo, una consapevolezza che deve comunque fare i conti con le infrastrutture già presenti, con i progetti che nel frattempo sono andati avanti senza tenere conto di questo presupposto. Per la prima volta in trent'anni, però, mi accorgo che il paesaggio sta davvero iniziando a essere contemplato nel processo di innovazione. Non ha ancora potuto, purtroppo, cambiare il corso dell'opera in sé, ma ha permesso di reinterpretarla in una chiave nuova. Con occhi nuovi e rinnovate priorità. La vera sfida della modernità è una sola: progettare e realizzare queste urgenze in una forma che riesca a raccordarsi con i segni "naturali" che ci circondano. L'infrastruttura è paesaggio e non può prescindere da esso.
Ripensare le infrastrutture guardando al paesaggio
L'architetto João Ferreira Nunes sottolinea l'importanza del paesaggio nella progettazione e realizzazione di infrastrutture. Secondo lui, il paesaggio è un complesso sistema di relazioni che comprende i segni lasciati sul territorio e i segni propri della genesi del luogo. Le infrastrutture sono un elemento costitutivo del paesaggio e devono essere progettate e realizzate in modo da raccordarsi con i segni "naturali" del territorio. L'architetto sostiene che la peculiarità di un territorio è fondamentale nelle scelte infrastrutturali e che la progettazione non può prescindere da essa.
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