Il Veneto è un'unica grande area metropolitana con i suoi centri abitati, i parchi, le periferie. Ma è anche un territorio dove immaginare ancora una casa in collina, l'aeroporto a meno di un'ora, un treno che porta in ogni paese, un capannone che non inquina lo sguardo. Oggi l'economia veneta ha saputo dare efficaci risposte alla sfida della competitività, grazie a una rinnovata interpretazione della tradizione manifatturiera, alla sua vocazione internazionale, all'aumento delle dimensioni medie delle sue imprese e all'accrescimento del terziario. In questo disegno, il territorio è stato uno degli elementi chiave, un sistema infrastrutturale che ha permesso di sviluppare un tessuto economico diffuso, basato sulle relazioni e sull'interdipendenza e caratterizzato da una forte dinamicità. Nonostante la decisa spinta all'innovazione, tuttavia, in Veneto il richiamo alla natura ha ancora la valenza di un codice genetico che unisce il passato al presente. Ed è nel senso di una natura finalmente da rispettare che la Regione ha deciso di portarsi sulle spalle la responsabilità di disegnare il Veneto del futuro, nel quale immaginare un rinnovato sistema di infrastrutture che sia elemento di valorizzazione del paesaggio. «Troppo spesso interventi fondamentali per l'economia sono letti come progetti per consumare ulteriormente territorio, per cementificare, per distruggere quelle piccole porzioni di paesaggio ancora incontaminate se non, addirittura, per scopi ancora meno nobili» ha sottolineato il Segretario regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Silvano Vernizzi, lo scorso venerdì in occasione del Convegno su Paesaggio e Infrastrutture, promosso dalla Regione del Veneto. Per questo, secondo Vernizzi, è necessario ricorrere a più conoscenze, a più visioni. Per trasformare il semplice progetto di una strada in un progetto a più dimensioni, capace di inquadrare ed esplorare ambiti diversi, nel tentativo di articolare una risposta adeguata alla varietà dei problemi che le esigenze della mobilità impongono. Così la Regione ha trovato la sua strada verso un'innovazione che sa guardare al passato, puntando su un'idea di costruzione che non dimentichi il paesaggio. Un'ottica nuova in cui si inseriscono anche progetti importanti, non più esempi dello scempio territoriale, ma modello di una nuova dimensione, che converte queste grandi opere nelle strade dei veneti, quelle per tornare "a casa", e che trasforma una Regione in un'unica grande Città. Il Veneto non si ferma. Continua a correre. Lo dimostra, a distanza di alcuni mesi dall'inaugurazione del Passante di Mestre, il positivo effetto sulla circolazione stradale. Lo dimostra la recente assegnazione dei lavori per la realizzazione della Pedemontana Veneta. Ma più di ogni altra cosa lo dimostra la voglia di investire in grandi opere e di aprire nuove vie al rilancio economico di una Regione che è un importante tassello dell'economia italiana, dalle imprese al turismo. Così il Passante di Mestre smette di essere solo "strada" e diventa una finestra sul territorio, regalando all'ospite ma anche al cittadino che lo percorrerà, nuove visuali, nuovi paesaggi e nuovi panorami del Veneto.
Il paesaggio del Veneto oggi fra grandi infrastrutture e rilancio economico
Il Veneto è un'area metropolitana con centri abitati, parchi e periferie. L'economia veneta ha risposto alla sfida della competitività con una rinnovata interpretazione della tradizione manifatturiera, vocazione internazionale e aumento delle dimensioni medie delle imprese. Il territorio è stato uno degli elementi chiave nel sviluppo di un tessuto economico diffuso e basato sulle relazioni e sull'interdipendenza. Nonostante la spinta all'innovazione, il richiamo alla natura ha ancora una valenza unificante. La Regione ha deciso di disegnare il Veneto del futuro, valorizzando il paesaggio e promuovendo un sistema di infrastrutture che sia elemento di valorizzazione del paesaggio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo