Le 800 costruzioni di Torre Mileto nella top ten delle brutture da cancellare Le foci dei fiumi inquinate, ancora troppe infrazioni sulla costa e un ecomostro da abbattere. Ecco le criticità del mare pugliese, presentate ieri mattina a bordo della Goletta verde di Legambiente, giunta a Bari per labituale campagna estiva di informazione balneare. Nove i punti critici rilevati dallimbarcazione ambientalista, con il dato peggiore in provincia di Foggia, dove risultano fortemente inquinate le foci dellOfanto, del Candelaro e del Fortore e in misura meno intensa la foce del Varano. Situazioni difficili anche in provincia di Brindisi, alla foce del canale Reale e nella zona di Taranto, con le foci del Chirdo e Lama di Lenne entrambe fortemente inquinate. In provincia di Lecce, sfigurano il canale dellIdro e il tratto di mare antistante uno stabilimento balneare a Marina di Leuca, anche se lAcquedotto pugliese smentisce con una nota. «Che le foci dei fiumi fossero una criticità noi lo sapevamo - spiega lassessore allAssetto del territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente - ma bisogna lavorare a monte per evitare i danni a valle, cercando la cooperazione di tutti gli attori rilevanti a livello locale, in primis gli agricoltori». Un impegno che lassessore riconduce a un atto concreto. «La battaglia per la istituzione del Parco regionale del fiume Ofanto si lega esattamente a questo - sottolinea - rappresentando una significativa conquista da parte di tutti coloro i quali si sono battuti per la tutela dellunico vero fiume della Puglia». Ulteriori dati allarmanti arrivano anche dal dossier Mare nostrum, per labusivismo edilizio sul demanio marittimo, inquinamento delle acque, pesca di frodo e infrazioni al codice della navigazione. I numeri del "mare illegale" vedono la Puglia al terzo posto nella classifica nazionale con 1.577 infrazioni accertate in tutta la regione, pari a 1,8 infrazioni per km di costa. Un dato preoccupante ma in diminuzione rispetto alle 2184 infrazioni dello scorso anno, 2,52 per km di costa. Un altro primato negativo lo segna il villaggio abusivo di Torre Mileto a Lesina, che rientra nella "top five" degli ecomostri tracciata a livello nazionale da Legambiente. Ottocento ville da demolire che si affiancano ad altre battaglie di Legambiente, come quella in opposizione alla realizzazione del porto turistico a Manfredonia, ancora fermo in attesa del contributo statale, che comporterebbe una colata di cemento su circa 8000 metri di costa e il progetto del porto turistico di Porto Cesareo, che andrebbe ad interessare la penisola della "Strea", fondamentale per il "ripopolamento e il reclutamento ittico". A queste criticità, si oppongono però le eccellenze pugliesi. La Guida blu, che ogni anno indica le località costiere da frequentare in base a selettivi parametri ha premiato con 36 segnalazioni la regione, assegnando il massimo riconoscimento delle cinque vele a Nardò e Ostuni e le quattro vele a Diso, Andrano, Gallipoli, Otranto e Castro in provincia di Lecce, Manduria (Taranto) e Chieuti (Foggia). Infine, sulla possibile apertura di centrali nucleari in Puglia, secco rifiuto degli ambientalisti. «Siamo fortemente contrari - sottolinea Rossella Muroni, direttrice di Legambiente - e basterebbe visitare posti come Porto Selvaggio per cambiare idea sulla possibilità di sconvolgere quei posti».