UN VIAGGIO ipermediale lungo i secoli, nella storia della musica, dalla preistoria alla canzone napoletana, attraverso i linguaggi, i personaggi e le scuole. Nel segno di un percorso scientifico tracciato dal direttore del Conservatorio di San Pietro a Majella, Vincenzo De Gregorio, nascerà il "museo della Musica" a Napoli. È pronto il progetto di restauro, per un finanziamento Stato-Regione di 8 milioni di euro, della sede prescelta, cioè quella vasta parte dell'ex convento dei Domenicani che fino agli anni '90 è stata adibita a Corte d'Assise. In nove box tematici, ferro e cristalli di sicurezza, il ricchissimo patrimonio di cultura che Napoli vanta in campo musicale. All'esposizione di un'ampia collezione di strumenti, tra cui alcuni preziosi Stradivari, e di documenti, si sovrappongono suoni e immagini. Musica da ascoltare e proiezioni, piccoli concerti dal vivo, conferenze e lezioni a tema. Lo studio delle strutture comprende la complessa sezione impiantistica del museo, sviluppato su un percorso ad anello, e delle reti predisposte in previsione dell'allestimento improntato all'uso delle più avanzate tecnologie. A due anni dal restauro del Refettorio, realizzato nell'ambito dell'intervento "PolisMusea" nel complesso di San Domenico Maggiore, ora tocca a tutta la parte dell'ex convento dei Domenicani di proprietà del Comune, otto secoli di storia della città. Fulcro dell'intervento è il "Chiostro delle Statue", da cui parte il grande scalone di pi-perno che porta al primo livello del convento, collegato ai tre accessi secondari sul vicoletto di San Pietro a Majella. I lavori di restauro (progettazione di Orsola Foglia e Ida Maietta con la consulenza architettonica di Pino Longobardi), architettonico riguardano stucchi, affreschi, pavimenti lignei e paramenti sacri. A cominciare dalla «Sala del Capitolo», con quattro affreschi nella volta opere del siciliano Michele Ragolia, raffiguranti il Calvario e Scene della Passione di Cristo, gli affreschi sulle due pareti di fondo nell'ex "Grande Refettorio", Ultima cena di Domenico Antonio Vaccaro e un San Tommaso in adorazione davanti al Crocifisso di Antonio Rossi d'Aversa e ancora i dipinti nel corridoio di San Tommaso D'Aquino, insigne dottore di Santa romana chiesa, 25 medaglioni con Fatti della vita del santo. Saranno restaurate anche la Cella di San Tommaso e le opere d'arte da esporre nel "Museo dell'Opera di San Domenico". «Utilizzeremo cotto tradizionale campano già usato per "PolisMusea", per gli intonaci calce e pozzolana, pitture a calce, pietra lavica per gradini e davanzali. Saremo molto tradizionali per le murature, molto moderni per gli impianti» spiega Tommaso Russo, architetto della sovrintendenza ai beni Ambientali e Architettonici, responsabile degli interventi. Più moderno persino dei modelli di riferimento, Parigi, Vienna, Berlino, e di Parma, l'unico altro esempio in Italia. Che tempi si prevedono per la realizzazione del restauro e del museo della Musica? «Il progetto esecutivo è pronto, stiamo per inviarlo alla Sovrintendenza regionale, di cui è responsabile il professore Stefano De Caro per l'approvazione. Al massimo entro tre mesi potremo bandire espletare la gara d'appalto e poi iniziare i lavori. Per l'allestimento del museo non ci sono ancora i fondi continua Russo ma pensiamo di fare una richiesta alla Regione Campania, proprio in questi giorni, potrebbe esserci la possibilità di attingere a risorse destinate a qualche progetto che non è più stato presentato».