i Estratto dell'intervento di Giancarlo Galan, Presidente della Regione del Venetoi Il titolo del Convegno senza dubbio suggerisce, non so se in modo consapevole o meno, ipotesi di lavoro e quindi spunti di riflessione di una qualche evidente ambiguità. E l'ambiguità può essere un vantaggio, a volte, se ci si pone nella condizione di voler capire, in piena libertà di pensiero, quale può essere il senso giusto di marcia, qual è l'obiettivo che s'intende raggiungere. Perché il paesaggio può o deve essere una grande occasione per il Veneto delle infrastrutture? Per semplificare il significato di un titolo opportunamente ambiguo, potrebbe essere sufficiente la seguente domanda: il paesaggio di cui dispone il Veneto e che contribuisce ancora a dare forma, immagine, fascino al Veneto di oggi, dobbiamo vederlo soltanto come il contenitore di prossime e future reti infrastrutturali? Al contrario. Ciò che continuiamo a ritenere essere il nostro paesaggio è forse lo scenario pittoresco o sublime, a seconda dei casi, è forse l'occasione per conferire un di più di emozione visiva o di fascino estetico alle nuove infrastrutture, alla cosiddetta grande città veneta diffusa? Mi riferisco ad una galassia urbana in cui da tempo ormai vivono e lavorano milioni di persone, un agglomerato urbano assai confuso visitato o attraversato, per le più diverse ragioni, da decine e decine di milioni di persone. Ci sono state epoche, ci sono stati luoghi, ci sono stati momenti nella storia della civiltà umana in cui il seguente pensiero era più che giustificato: le parti che sono più perfette in bellezza portano con sé meno utilità, mentre quelle che hanno meno bellezza sono più utili. Se oggi siamo qui per discutere di un progetto o meglio di una intenzione progettuale che dia vita a una nuova qualità paesaggistica, a partire dalla constatazione che in Veneto c'è ancora bisogno di nuove infrastrutture, sia viarie che ferroviarie, allora è indispensabile che le cose che vogliamo, e che vogliamo perché sappiamo essere le più utili per noi, oltre che utili dovranno essere le più perfette in bellezza. È un'esigenza questa, anzi una richiesta che ci viene da una concezione corretta della cultura, la quale pretende dalla politica il riconoscimento e l'adozione di valori etici, anche se tutto ciò può suonare alle nostre orecchie più che scontato, quasi banale. Chi può opporsi infatti al prevalere di un'utilità che sia anche bella? Eppure, gran parte della storia urbanistica, cioè delle vicende legate all'uso e alla gestione del territorio del nostro Paese, in epoca moderna, ha quasi sempre ignorato l'esigenza culturale e politica secondo la quale utilità e bellezza dovrebbero essere indissolubilmente unite tra loro e con ogni altro aspetto della politica del fare, del costruire, del modernizzare effettivamente l'Italia.
Perché il paesaggio può essere una grande occasione per le infrastrutture
Il Presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, ha parlato di un convegno sull'ambiguità del paesaggio del Veneto in relazione alle nuove infrastrutture. Ha chiesto se il paesaggio del Veneto debba essere visto come un contenitore per le future reti infrastrutturali o come l'occasione per conferire un di più di emozione visiva alle nuove infrastrutture. Galan ha sottolineato l'importanza di unire utilità e bellezza nelle politiche urbanistiche, come richiesto dalla cultura e dalla politica. Ha anche menzionato che la storia urbanistica italiana ha spesso ignorato questa esigenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo