La laicità di uno stato è il sintomo del suo indice di democrazia perchè tutela i punti di vista e le opinioni di tutti. Infatti «nessuno può mettere le mani sulle nostre coscienze espropriandoci dei diritti fondamentali», in particolare «che la volontà della persona sia sovrana sulle cose che la riguardano», vedi le unioni di fatto, il testamento biologico, la pillola del giorno dopo e molte altre questioni di stretta attualità. Questi sono stati tra i passaggi più applauditi dell'intervento di Stefano Rodotà alla presentazione del libro «Perchè laico» vincitore del quarto Premio di cultura politica «Spadolini», consegnato ieri sera alla Limonaia. Oltre 150 persone hanno atteso pazientemente un'ora e tre quarti per ascoltare le parole del giurista estensore della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, già presidente dell'Autorità garante per la tutela dei dati personali. Tra telegrammi, ricordi, riconoscimenti, citazioni e autocitazioni la cerimonia si è dilungata parecchio lasciando solo alla fine lo spazio meritato al testo di Rodotà che affronta «materie eticamente sensibili», sulle quali la scelta spetta solo all'individuo perchè «non ci deve essere un'etica di stato, che dice alle persone cosa fare». Un premio è stato consegnato ad uno dei nostri maggiori storici, Giuseppe Galasso, autore della legge sulla tutela del paesaggio 431 del 1985, per il libro «Per la tutela del paesaggio in Italia». Pietra miliare in materia, la legge «Galasso» ha infatti introdotto il concetto della difesa del paesaggio non in quanto bello ma perchè rappresenta la storia e la natura del territorio. A sorpresa un premio speciale è stato conferito al Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro per il suo impegno per la difesa della costituzione e dei valori etici che ne sono alla base. Federica Lessi