Giudizio negativo su Malagrotta vicino a Roma sulle periferie di Napoli e Caserta Il governo: un Osservatorio per raccogliere dati e monitorare il territorio «Dopo il terremoto d'Abruzzo si è avuta la conferma che compromettere la sicurezza del territorio, oltre a morte e distruzione, porta anche la perdita del paesaggio e dell'identità culturale». E' una delle conclusioni a cui è giunto il settimo rapporto annuale della Società geografica italiana, curato dal professor Massimo Quaini, e presentato, ieri mattina a Roma, nella Sala del Mappamondo della Camera dei deputati, alla presenza anche di Ernesto Mazzetti, vicepresidente della Società geografica italiana. Francesco Maria Giro, sottosegretario ai Beni culturali, ed Enrico Letta, parlamentare del partito democratico. Il rapporto quest'anno è intitolato «I paesaggi italiani fra nostalgia e trasformazione». Il paesaggio è un bene comune - si sostiene nel documento annuale della Società geografica italiana - e si difende nelle campagne minacciate da un'urbanizzazione invasiva. Occorre - si spiega ancora nel rapporto - non solo il lavoro degli specialisti ma anche una mobilitazione dei cittadini perché sia adottato come principio fondante della politica e porti alla sostenibilità e alla produzione di valore. Secondo la ricerca, il disastro ai danni del paesaggio non sta tanto nello scandalo dei grandi abusi e dei mostri edilizi, quanto nell'erosione continua, quotidiana, che si consuma sotto gli occhi di tutti e rischia di cancellare il confine tra città e campagna. Il rapporto passa, poi, in rassegna casi dove è eclatante la deturpazione dei paesaggio e l'avvelenamento delle campagne da parte delle città, come Malagrotta, vicino Roma, e le aree periferiche di Napoli e Caserta, al centro di un recente scandalo rifiuti; ma cita anche la Sardegna e la Puglia come le regioni del nostro Paese che hanno adottato i piani paesaggistici più innovativi. La Società geografica italiana, fondata nel 1867 a Firenze, si prefigge il progresso delle conoscenze geografiche e la ricerca scientifica. La società, che ha sede a Roma nel palazzetto Mattei, nel 1869, organizzò la prima spedizione esplorativa in Africa, con una missione in Eritrea di Orazio Antinori. Nel Novecento, la Società si è occupata di studi sull'emigrazione italiana all'estero e promosse ricerche sistematiche sull'ammodernamento dell'insegnamento della geografia nelle scuole, sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sui terremoti. «L'Osservatorio nazionale», ha detto il sottosegretario, ieri, Francesco Maria Giro, durante la presentazione del rapporto, «avrà anche il compito di raccogliere dati e di monitorare il territorio per fare proposte al governo e alla neonata Direzione generale per il paesaggio». La Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee, inizierà la sua attività il 3 agosto, quando entrerà in vigore la riforma del regolamento del ministero. «Il paesaggio», ha concluso Giro, «è un elemento strategico nel mondo e per ogni governo di qualunque colore». (c.s.)