Pdl-Lega-Udc bussano (invano) all'Urbanistica. L'assessore Lazzari reagisce: «No alle ronde ispettive». E sull'Aim istruttoria autogestita «Non posso accettare che si ripetano ronde «ispettive» all'interno degli uffici comunali. Né minacce di denuncia alla Procura nei confronti del direttore e dei collaboratori ». Sono parole di fuoco quelle pronunciate ieri dall'assessore all'Urbanistica Francesca Lazzari chiamata in causa dopo che tre esponenti dell'opposizione si erano presentati a palazzo Trissino per visionare alcuni documenti sul Pat incassando però il «no» da parte dei dirigenti. Di qui l'aspra polemica con l'intenzione di rivolgersi anche al prefetto al seguito del diniego ricevuto. «Ci siamo presenti in Comune tuonano Manuela Dal Lago (Lega), Massimo Pecori (Udc) e Marco Zocca (Pdl) per visionare questo piano che a quanto apprendiamo dall'assessore Lazzari è praticamente pronto. Alle nostre legittime richieste, sancite dal regolamento, ci hanno riposto "picche". La scusa è stata quella che i documenti non sono completi. Un atteggiamento non è nuovo. Ora basta, però: stiamo valutando di rivolgerci al prefetto. Questo comportamento è inammissibile». A tutto questo gli esponenti dell'opposizione aggiungo un altro interrogativo, relativo alla presenza fisica o meno degli incartamenti negli uffici comunali. «A questo punto ci chiediamo aggiungo i consiglieri - se il Pat sia davvero negli uffici del settore urbanistica. Non è che magari è in qualche studio esterno? Il sospetto è lecito. Vogliamo ricordare che è un nostro diritto visionare i documenti anche se non compiutamente formati. È inutile presentare il progetto alla città e non a chi ha questo diritto». Ma cosa è successo davvero ieri mattina all'interno di palazzo Trissino? A mettere nero su bianco la sua versione dei fatti è stato lo stesso assessore Lazzari che ha scritto una lettera al sindaco Variati, al segretario generale Simone Vetrano, e al presidente del consiglio comunale Luigi Poletto. «I tre rappresentanti dell'opposizione - denuncia l'assessore - sono entrati negli uffici interrogando i dipendenti su cosa stessero facendo e intimando di mostrare cartografie e materiale inerente al Pat. Quelle mosse sono accuse ridicole fatte in malafede. In primo luogo, come attesta l'immediata risposta scritta alle richieste avanzate, non ci sono al momento atti 'formati', e cioè chiusi e formalizzati, a cui chiedere l'accesso». La Lazzari chiarisce anche la tempistica del progetto che al momento non è chiuso, e che sarà presentato ai cittadini. «Gli incontri che faremo dalla prossima settimana puntualizza sono confronti che serviranno a 'registrare' le linee portanti di un Pat che con tutta evidenza non è affatto chiuso». In ultima battuta l'assessore replica alla domande della presenza o meno dei documenti negli uffici pubblici. «Mi viene da ridere: accusano noi di aver fatto ciò che, peraltro legittimamente, hanno fatto loro. Ma per essere totalmente precisi e non dare adito ad altre stucchevoli e miserabili polemiche voglio chiarire che collaborano all'elaborazione del documento: quattro consulenti, chiamati dalla precedente amministrazione. Come è facile capire, non vi è tra questi alcun 'regista occulto' ed esterno». Intanto l'opposizione ha già annunciato la prossima offensiva: un'istruttoria pubblica speciale autogestita, vista la bocciatura della proposta fatta in consiglio comunale, per fare chiarezza su Aim. Il tutto sarà articolato in una serie di incontri con i cittadini che di certo riaccenderanno il dibattito sulla multiutility cittadina. Tommaso Quaggio