Dopo la strage di Viareggio Palazzo Vecchio vuole riflettere Comune e Regione avevano dato 150 mila metri per i 4 ettari del teatro alla Leopolda «Costruire nelle aree ferroviarie? Dopo Viareggio va fatta una riflessione», dice il sindaco Matteo Renzi. Non è ancora un dietrofront, è però uno stop a tutto tondo. Lo stop al protocollo dintesa firmato a fine 2008 da Comune, Provincia e Regione da una parte e Ferrovie dallaltra: laccordo politico in base al quale le amministrazioni pubbliche, in cambio dei 4 ettari ceduti dalle Ferrovie alla Leopolda per il nuovo Teatro Comunale, concedono il via libera a 150mila metri quadrati di case ed uffici da tirare su nelle aree ferroviarie di Campo di Marte, Rifredi, Romito, viale Belfiore e anche a Porta al Prato. Uno stop autocritico, visto che Renzi è stato uno dei firmatari del protocollo con le Ferrovie al tempo in cui era presidente della Provincia. Ma proprio per questo più dirompente: cosa vuol fare Renzi di quel protocollo, carta straccia? «Va fatta unattenta riflessione, dopo ciò che è accaduto a Viareggio bisogna riflettere sulledificazione nelle aree ferroviarie», si limita a ripetere. Si è visto nel tragico incidente di Viareggio quanto sia inopportuno costruire nelle aree ferroviarie. E visto che i treni attraversano i centri urbani, spesso portandosi dietro il carico di sostanze pericolose stipate in ferrocisterne continuare a riempire le aree ferroviarie di case e palazzi sarebbe come moltiplicare il rischio che già esiste. «Quel protocollo è solo un documento politico, non è stato ancora tradotto in elaborati urbanistici», fanno presente gli uffici di Palazzo Vecchio. E stato cioè stabilito che le Ferrovie potranno costruire fino ad un massimo di 150mila metri quadrati ma non è stato deciso dove: quanti metri quadrati in via Campo dArrigo piuttosto che al Romito. Ma se le amministrazioni pubbliche dichiarassero nullo quel protocollo o quantomeno chiedessero di cambiarlo, che accadrebbe per i 4 ettari di Porta al Prato destinati ad accogliere il nuovo Comunale? «Per il momento si tratta di un impegno generale preso con le Ferrovie, non si parla ancora di interventi localizzati: serve un accordo di pianificazione», ha sostenuto giorni fa lassessore toscano allurbanistica Riccardo Conti, firmatario anche lui del protocollo di fine 2008. Cautela, prudenza. Ma non uno stop, da parte della Regione: «Non si può risolvere con qualche palazzo di meno un grande problema di sicurezza che riguarda tutto il Paese, perché i binari già corrono dentro la città», aveva del resto aggiunto lo stesso assessore Conti. Adesso dopo lo stop di Renzi però anche la Regione dovrà «riflettere attentamente» su quellaccordo: 150mila metri quadrati significano almeno 1.500 nuovi appartamenti. E solo il Comune può dire lultima parola sulla realizzazione di 1.500 alloggi sulle aree ferroviarie che, almeno nel caso di via Campo dArrigo, saranno comunque messe a dura prova dallAlta velocità. (m.v.)
TOSCANA - Case nelle aree ferroviarie? Il sindaco blocca tutto
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha deciso di fermare definitivamente il protocollo di costruzione di case e uffici nelle aree ferroviarie della città, firmato nel 2008 con le Ferrovie. Il protocollo prevedeva la cessione di 4 ettari di terreno alla Leopolda per il nuovo Teatro Comunale e la costruzione di 150mila metri quadrati di case e uffici nelle aree ferroviarie. Renzi ha definito il protocollo "carta straccia" e ha affermato che la costruzione nelle aree ferroviarie è inopportuna e aumenta il rischio di incidenti.
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