Inviati gli atti sull'approvazione della delibera alla procura contabile di Venezia La minoranza presenta un esposto sulla scelta del Comune di comperare la casa dell'artista Capellini Non si spengono le polemiche sull'acquisto, da parte del Comune, della casa dello scultore Sergio Capellini a Isolalta. La minoranza ha chiesto alla procura regionale della Corte dei conti di verificare la regolarità degli atti con cui l'amministrazione diede il via libera all'operazione, che, una volta portata a compimento, costerà 380 mila euro. Il municipio diventerà proprietario della corte, posseduta dall'artista e da suo figlio Alessandro, in vista della creazione di un futuro museo di opere d'arte africana, concedendo però allo scultore il complesso in usufrutto "vita natural durante". I cinque consiglieri della Civica per Vigasio e l'ex assessore Giorgio De Togni hanno inviato alla magistratura contabile l'esposto perché, a loro avviso, si è creato un danno erariale alle casse comunali. A sostegno delle loro ragioni hanno allegato copia della delibera con cui, il 24 aprile scorso, il Consiglio comunale approvò l'acquisto. Quella sera la maggioranza si espresse a favore mentre l'opposizione votò contro. La minoranza ha spedito ai magistrati copia della determinazione del 27 maggio scorso con l'impegno di spesa, da parte del Comune, della prima parte del pagamento, di 152 mila euro. Di questi, 50 mila euro sono stati assegnati direttamente a Capellini e figlio, come avevano entrambi richiesto prima dell'accordo, quale anticipo per la vendita. Tra i documenti inviati alla procura regionale c'è inoltre la copia del contratto sottoscritto dallo scultore e dal figlio con la promessa di cessione della proprietà al Comune. Una delle clausole contrattuali stabilisce che i primi 152 mila euro vengano pagati dal Comune alla firma del contratto preliminare. Altri 152 mila saranno versati alla consegna delle opere dello scultore e dei libri della sua biblioteca, come in precedenza concordato con l'amministrazione. Il saldo di 76 mila euro dovrà invece avvenire al momento del rogito, cioè del passaggio di proprietà della corte dai privati al Comune, fissato entro il 31 dicembre 2010. È proprio su tale scadenza che si concentra l'attenzione di Cesare Nicolis, capogruppo della Civica per Vigasio. «Per noi l'operazione costituisce senza dubbio un danno per le casse del Comune», spiega, «visto che l'edificio, che è stato concesso in usufrutto allo stesso Capellini, non è immediatamente utilizzabile da parte dell'amministrazione. Ad oggi non c'è ancora il rogito, ma solo una promessa di vendita. È stata fissata una scadenza troppo lunga entro la quale l'amministrazione entrerà in possesso definitivo della corte». Poi Nicolis osserva: «In attesa del passaggio di proprietà la case e gli altri edifici continueranno a rimanere intestati a Capellini. Un qualunque suo creditore potrà iscrivere garanzie sulla casa, ovvero chiedere il pignoramento o porre un' ipoteca legale sulla proprietà, a discapito del compratore, cioè il Comune». La scelta e le modalità di acquisto di casa Capellini furono difese, in Consiglio comunale, dal sindaco Daniela Contri, che giustificò la bontà dell'investimento. Secondo il primo cittadino più che di una pura e semplice operazione immobiliare si trattava di un'iniziativa culturale. «Il fatto, poi, di concedere l'usufrutto», precisò, «ci consente di acquistare l'immobile ad un prezzo inferiore».
VIGASIO. L'acquisto della villa va alla Corte dei conti
La minoranza del Consiglio comunale di Vigasio ha inviato un esposto alla procura contabile della Regione Veneto chiedendo di verificare la regolarità degli atti con cui è stata approvata l'acquisto della casa di Sergio Capellini a Isolalta. La casa, che è stata acquistata per 380 mila euro, sarà utilizzata per la creazione di un museo di opere d'arte africana. La minoranza sostiene che l'acquisto costerà al Comune un danno erariale e che la scelta di acquistare la casa in usufrutto, anziché in proprietà, è stata sbagliata.
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