Servizi guasti, panchine rotte, rifiuti: vince il degrado Viaggio choc: lo specchio dacqua più amato dai milanesi è abbandonato Anche la sicurezza lascia a desiderare: dei "dieci agenti e un ufficiale" della Polizia provinciale promessi a maggio ce nè a disposizione uno solo Cartelli bianchi segnalano i guai come targhette sotto i quadri di un museo: "Fuori servizio", "Attenzione", "Nidi di vespe", "Non oltrepassare" I fogli bianchi, imbustati nella plastica trasparente, sono ovunque. Segnalano i guai dellIdroscalo come targhette sotto i quadri di un museo: «Fuori servizio», «Attenzione», «Nidi di vespe», «Non oltrepassare». Tappezzano tutto quel che non funziona o non è accessibile: docce, bagni, vaporizzatori, tratti di sponda, giochi per bambini. Guidano il visitatore in quello che un tempo era il mare dei milanesi e oggi è una galleria del degrado. Uneredità a cui la nuova giunta provinciale dovrà trovare rimedio. Sono rotte tre delle quattro colonnine Sos sul lato Est del bacino, fino allarea barbecue. Le due piscine naturali, uniche porzioni di lago in cui si potrebbe fare il bagno, non ci sono più. Sono state spazzate via dallacquazzone di martedì scorso, che ha eroso gli argini e cancellato il lavoro di un anno. Per costruirle, nel 2008, la Provincia ha speso 198mila euro. Ora larea è inaccessibile, delimitata da nastri di plastica bianchi e rossi. Sulla sponda orientale non funzionano nemmeno i vaporizzatori, nei pressi dellunica porzione di prato un po curata, e i servizi sono malmessi. Molte panchine dellarea picnic sono sfondate e sono guasti anche tre dei quattro bagni degli uomini in un casotto in cemento. Cè la turca, ma lodore è insopportabile. Pino Affer, da 39 anni gestore dellunico stabilimento balneare attrezzato, è esasperato. «Il bacino sta morendo - dice - labbandono mette tristezza». E fa i conti. Se lanno scorso la domenica aveva 80 lettini occupati, ora ne ha 20. La Provincia stima unaffluenza di almeno 10mila persone fra sabato e domenica. Nel 2007 erano 30mila. E durante la settimana è il deserto. LIdroscalo vive soprattutto di notte, quando migliaia di auto dirette alle discoteche della sponda Ovest paralizzano il traffico. «Mio figlio viene qui a ballare e si diverte - dice Sergio Ferrario, 65 anni - io che ci sto di giorno invece non ne posso più. Nel fine settimana, poi, il parco è pieno di ubriachi». Nota dolente la sicurezza, anzitutto dei bagnanti. AllIdroscalo è vietato entrare in acqua dal maggio 2007. Una decisione presa dopo che due ragazzini erano annegati. Il divieto è affisso ovunque, ma per metà giornata un tuffo si può fare, dal momento che i bagnini, nei giorni feriali, cominciano il turno alle due del pomeriggio. «Con il vecchio contratto lavoravamo anche di mattina - raccontano - poi basta, con la nuova convenzione il servizio è tagliato». Ieri allora di pranzo cera chi nuotava, sicuro di non essere visto. Affer attacca: «Anche la polizia provinciale è sparita, si fa vedere solo la domenica». Nel posto di polizia, inaugurato nel maggio scorso, capita che ci sia un solo agente. Durante la festa per il varo della sede la Provincia indicò in «un ufficiale e dieci uomini» lorganico delle forze disponibili. In servizio dovrebbero essere sempre almeno in quattro, ma due sono «presso altri uffici» e uno è in malattia da tempo. Così, lunico al lavoro fatica a tenere aperto lufficio, figuriamoci a fare pattuglie. E le tre auto della polizia provinciale rimangono posteggiate. Anche la presenza dei City Angels attorno al lago è ridotta al lumicino. Lanno scorso erano 12, ora ne rimangono 3. Stessa sorte per i sommozzatori della polizia municipale: nove nel 2008, tre oggi, e dei due gommoni per il soccorso ne resta uno solo. Quello che sembra funzionare è la videosorveglianza: venti telecamere che rimandano ai monitor della centrale Sos. Occhi elettronici utili a individuare eventuali reati e avvisare i carabinieri. Ma che nulla possono fare contro il degrado diffuso, labbandono dei prati, gli irrigatori delle piante rotti e i giochi per bambini del lato Sud inservibili perché infestati dalle vespe. «Mio figlio non lo porto più - si rammarica Giusy - con questo caldo non può nemmeno fare il bagno». E se allIdroscalo niente bagni, questestate i tuffi saranno invece liberi in tutte le spiagge lombarde, comprese le 36 sparse tra i laghi di Iseo, Como e Maggiore che fino allanno scorso erano considerate troppo inquinate. «Una magia», secondo Legambiente, che difatti critica il provvedimento: «Le spiagge sono ancora malate, per i troppi scarichi nelle acque e i depuratori inesistenti o malfunzionanti».
MILANO - Dalla spiaggia allacquitrino la metamorfosi dellIdroscalo
Il degrado dellIdroscalo di Milano è un problema che affligge la comunità locale. Il lago è stato abbandonato e le infrastrutture sono in cattivo stato. Le panchine sono rotte, i servizi sono malmessi e la sicurezza è una preoccupazione. La Provincia ha speso 198mila euro per costruire le piscine naturali nel 2008, ma ora sono state spazzate via dallacquazzone di martedì scorso. La situazione è ancora peggiore di quanto non fosse nel 2007, quando erano 30mila le persone che frequentavano il lago. Oggi, solo 20 lettini sono occupati il fine settimana. La sicurezza è una preoccupazione, con solo uno agente della polizia provinciale in servizio il fine settimana.
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