Il personale della guardia costiera le ha scovate nei locali macchina Dopo una paziente indagine nell'ambito della tutela dei beni di interesse archeologico, nella serata di giovedì militari della Guardia costiera dell'Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano e dell'Ufficio locale marittimo di Porto Ercole hanno concluso una complessa operazione di polizia giudiziaria a bordo di due pescherecci che hanno la loro base nella stessa Porto Ercole. Al termine di un'ispezione nei locali macchina delle imbarcazioni, è stata rinvenuta una intera anfora vinaria e altri 48 pezzi di due altri recipienti dello stesso tipo, presumibilmente di epoca romana. Le anfore sono state sottoposte a sequestro penale per i successivi accertamenti a cura della Sopraintendenza fiorentina per i beni culturali della Regione Toscana. Sono state denunciate alla Procura della Repubblica di via Monterosa tre persone, per violazione al codice dei beni culturali e del paesaggio, che prevede, in caso di appropriazione di beni culturali appartenenti allo Stato, la reclusione fino a 3 anni e una multa da 31 a 516 euro. La vigilanza sulle aree marine ed i beni di interesse archeologico dello Stato rientrano tra le competenze delle Capitanerie di porto - Guardia costiera che le attua in collaborazione con il ministero per i Beni e le attività culturali. Durante i controlli, a bordo dei pescherecci, sono stati inoltre rinvenuti 20 kg di naselli sottomisura. Il prodotto ittico sequestrato, su disposizione del magistrato, è stato devoluto in beneficenza al Convento dei Frati Passionisti di Monte Argentario.