Da domani si potranno visitare gli appartamenti di villeggiatura dei Savoia con gli arredi di pregio che descrivono epoche e stili Gli arredi disegnati da Pelagio Palagi e realizzati da Gabriele Capello detto il Moncalvo e quelli firmati da Enrico Peters per Carlo Alberto, le consolle barocche intagliate e dorate introdotte nelle stanze da Vittorio Emanuele III. I mobili progettati dalla ditta Warings Gillow di Londra per la regina Elena, che vuole mobili moderni laccati e nuovi parati di cretonne stampati e sete moiré di produzione rigorosamente inglese con decorazioni liberty sulle volte, e ancora il salottino palagiano in legno di noce dIndia del gabinetto di toeletta di Maria Adelaide. La svolta infine con Maria José, che appende alle pareti i quadri "moderni", le nature morte di Gino Severini e gli interni intrisi di realismo magico di Gregorio Calvi di Bergolo. Si aprono domani al pubblico, dopo i restauri promossi e curati dalla direttrice Mirella Macera con le Soprintendenze al Patrimonio storico artistico e ai Beni architettonici e finanziati dalla Fondazione Crt, gli Appartamenti delle Regine al secondo piano del Castello di Racconigi. Il nuovo itinerario contribuisce così a ricostruire con note di vita quotidiana latmosfera del "castello di famiglia", scelto da Carlo Alberto per le villeggiature reali, amato da diversi sovrani e dalle loro consorti (non da Vittorio Emanuele II, più propenso in estate alle cacce in montagna) e ricevuto come dono di nozze nel 1930 da Umberto II, che con la sua passione per liconografia volle allestirvi una sorta di galleria dei ritratti e della storia della famiglia. In cento metri di lento percorso, e in 25 stanze, si potrà comprendere come è cambiato in un secolo il modo di essere re e regine, di organizzare la vita di corte e trascorrere le giornate della villeggiatura. Si parte dunque dallatmosfera al tempo di Carlo Alberto, quando lala di ponente verso il parco ospitava lappartamento della regina Maria Teresa e quello del re (oltre alle stanza della dama di Palazzo, che sovrintendeva alle esigenze del protocollo), mentre nellala di levante risiedeva Maria Adelaide, recente sposa di Vittorio Emanuele II. Dopo la morte in esilio di Carlo Alberto nel 1849 la vita prosegue, anche se per decenni il suo appartamento e quello della consorte vengono come congelati. Un primo rinnovamento arriva con Vittorio Emanuele III e la consorte Elena del Montenegro, che introducono impianti elettrici e di distribuzione dellacqua, ammodernano le cucine, realizzano le sale da bagno. È allora, mentre lala di levante viene destinata ai "piccoli principi", che la vita della famiglia reale si sposta decisamente in quel secondo piano ora tornato visibile. Un nuovo tassello che si aggiunge a un percorso di visita che comprendeva già, oltre al parco, il primo piano nobile, le cucine, gli appartamenti dei piccoli principi e delle balie. I prossimi interventi riguarderanno gli appartamenti della corte al terzo piano, le "Terme" di Carlo Alberto e i locali tecnici dislocati tra piano terreno e interrato (da martedì a domenica 9-18.30, visite guidate e tematiche su prenotazione, info 3339723672.