ROMA - Metti una nave immensa dentro Palazzo Ducale. La prossima puntata potrebbe essere proprio questa: un'imbarcazione da crociera direttamente proiettata in piazza San Marco. Perché la novela del mare, in Laguna, si è davvero spinta oltre ogni limite. L'altra mattina una nave tedesca di duecento metri, la "Mona Lisa" si è incagliata a meno di tremila centimetri da Palazzo Ducale, dalla cattedrale, dal campanile, dall'orologio dei Mori e da quant'altro rende inestimabile il cuore di Venezia. Il sindaco lagunare, Paolo Costa, anche commissario di governo per il Moto ondoso, è subito corso ai ripari. Durante una riunione in Comune, l'altra mattina, ha ovviato alle necessità immediate con una serie di provvedimenti tampone, aprendo nel contempo le porte a importanti innovazioni circa il traffico delle navi da crociera nel bacino di San Marco. Occorre scongiurare il pericolo di una catastrofe culturale, come da tempo auspicano in molti, il sovrintendente ai Beni ambientali e architettonici, Giorgio Rossini, in testa. Il quale dichiara che i rischi del tracollo sono reali, vivi e presenti e che basta un nulla per ritrovarci con una nave alta quasi come il campanile di San Marco dentro la piazza-meraviglia più famosa del mondo. Il Messaggero aveva anticipato, mesi fa, come, fra i numerosi progetti riguardanti il traffico navale in Laguna, ce ne sia uno espressamente dedicato allo storno delle imbarcazioni da crociera dal bacino di San Marco. Ideatore e promotore del piano, che vorrebbe lo spostamento alla Bocca di Lido della Stazione Passeggeri è Cesare De Piccoli, esperto di questi temi e già vicesindaco di Venezia. Il progetto, elaborato in collaborazione con uno staff di esperti dell'università di Padova, modificherebbe regole di circolazione marittima che risalgono al 1870 e che non sono più sostenibili. Interpellati su questa soluzione possibile, veneziani illustri come Alvise Zorzi si mostrano assai interessati al progetto e non negano né la sua fattibilità, né la sua estrema utilità. Dice De Piccoli: «Forse non era necessario che un gigante del mare come la "Mona Lisa" arrivasse a meno di trenta metri da Palazzo Ducale per renderci conto che il bacino di San Marco fu costruito dalla Serenissima per scafi che non misuravano più di venticinque metri». Le navi da crociera pronte a violare piazza San Marco arrivano a misurare trecento metri di lunghezza, a vantare centomila tonnellate di stazza e a raggiungere l'altezza di un palazzo di tredici piani. Hanno invece minimizzato la portata dell'incidente della "Mona Lisa" il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, e il presidente dell'Autorità portuale, Giancarlo Zacchello. Il primo teme «che qualcuno speculi a danno degli interessi economici di Venezia»;il secondo addirittura smorza la portata dell'incidente: «Non ha provocato alcun danno alle rive o alle persone». Dimentica forse che lo spettacolo di una nave enorme zeppa di crocieristi, incagliata per un banale errore di manovra ad un passo da Palazzo Ducale sia evento fra quelli da non più replicare.