Ora il Comune vuole mantenere il vincolo alberghiero Blevio, Nesso, Brienno, Argegno e Menaggio meritano la maglia nera in fatto di dissennata cementificazione; ma non si salvano neppure altre località quali Carate Urio, Laglio, Colonno, Sala Comacina, Ossuccio e i paesi dell'alto lago, da San Siro in su. Devastanti, poi, sono gli insediamenti attuati dalla speculazione immobiliare sulla sponda orientale, da Bellano a Colico. La bruttura per antonomasia, rappresentata dallo scheletro dell'ex night club Mulino di Brienno, è uno dei peggiori esempi al centro di roventi critiche, in relazione al fatto che il cantiere è bloccato da più di due anni e lo stato di abbandono non fa altro che accentuare il degrado di quanto a tamburo battente si era cercato di fare all'inizio, in un momento in cui l'edilizia tirava da tutte le parti. Ci sono di mezzo cause legali e interventi dell'Anas per ottenere una rettifica dell'invadente muraglione che strapiomba sulla carreggiata della Regina. Per fortuna è subentrato lo stop del Comune che, garantisce il sindaco Patrizia Nava, nel momento in cui riprenderanno le opere, vigilerà per il mantenimento della destinazione alberghiera. Insanabili, purtroppo, le ferite arrecate alle rive di Blevio, mentre a Nesso, con esclusione del gioiello di Careno, la giustizia, seppur lentamente, sta compiendo il suo corso per le trasformazioni attuate nelle ex filande. Rimangono altri esempi per i quali sarà difficile porre rimedio, quali le ville a schiera a Carate Urio, a poca distanza dalla chiesa romanica di Santa Marta; mentre per il cemento dell'autosilo di Revaa, che offende il meraviglioso susseguirsi di villini e nuclei d'antiche origini, si porrà un pezza con un giardino verticale di prossima realizzazione. Argegno: l'immagine del borgo è stata stravolta, e il colpo di grazia è stato dato dall'autosilo sopra il centro, lungo la strada per Schignano. Per Colonno i pareri sono discordanti. Ci sono quelli che denunciano la spropositata cementificazione e il disordine urbanistico sulle alture del paese; altri, tra i quali i consiglieri di minoranza Dino Leoni, Stefano Fermi, Giacomo Gerletti, Livio Moris Bordoli, sostengono il contrario. Affermano che «le azioni svolte dal Comune sono conformi alle regole su edilizia, urbanistica e questioni paesaggistico- ambientali». Davanti all'Isola Comacina, in territorio di Ossuccio, ci sono tre case plurifamiliari che costituiscono un blocco difficilmente sanabile, mentre a Mezzegra, secondo le assicurazioni rese dal nuovo sindaco, gli orientamenti sono destinati a cambiare radicalmente. Per Menaggio (nella foto), che lo scorso aprile è stato definito da Darko Pandakovic, consulente Unesco, «il paese più devastato del lago» ci sono poche speranze. L'assalto al colle di Nanch è cosa fatta, e da tutte le parti si vedono cemento e gru, in barba alle mille e passa firme raccolte.