Dallo specchio d'acqua si rimane stupiti dalle bellezze che il territorio definito dai due rami del Lario mostra; ma si rimane ancora più stupiti dagli interventi, dal numero di gru, dalla moltitudine di nuove costruzioni di varie fattezze e colori. Ieri un battello, l'«Innominato», come il personaggio oscuro che aiutò a rapire Lucia, bellezza sottratta come quelle sponde in parte rapite agli occhi degli abitanti, si è staccato dall'attracco di Tavernola per valutare le brutture, ma anche la magnificenza del lago di Como. A guidare la spedizione di Univercomo Darko Pandakovic, Angelo Dal Sasso, Elena Tarelli, Luca Leoni, Sergio Molinari, Silvia Raitè. Un viaggio durato quasi sei ore con diverse e prolungate, fermate per valutare bellezze e brutture. L'esordio di Pandakovic vira sul filosofico raccontando l'evolversi del fenomeno edificatorio: «Prima c'erano due elementi che si rapportavano con il costruire e ne delineavano le linee: il residente e il turista. Ora si è ormai consolidata la posizione di un terzo protagonista, il guadagno, l'investimento. Si costruiscono casermoni difficilmente vivibili per avere il massimo introito. S'interviene poi solo quando il mostro è fatto». L'ex Concord a Carate Urio entra in scena nella discussione: «Si è parlato di un intervento di servizio pubblico, di una casa di riposo; ma in realtà la fisionomia è quella di una speculazione edilizia - ha spiegato Sergio Molinari -. Un condominio di diversi piani, impatto di grande rilevanza. Vi chiedo cosa si possa vedere dalla chiesa di Santa Marta. Ci vuole una maggiore coscienza civile: non lasciare che questi edifici entrino nella fase di programmazione». Grande attenzione nei confronti di un intervento, a Laglio, non ancora avviato: «Il cantiere nautico di Laglio cambierà destinazione: si conferma tutta la volumetria e lo si trasforma in residenziale. A breve vedremo l'inizio dei lavori». Pochi metri di lago più avanti ecco il cantiere dell'ex Mulino di Brienno: «Si farà un ristorante, una Spa, un baretto, utilizzando deroghe. La tutela del paesaggio dipende dalle amministrazioni locali», racconta Darko Pandakovic. «Ci sono permessi di costruire in deroga, sia sull'altezza massima che sulla volumetria, deroghe che riguardano solo edifici a interesse pubblico come le attività alberghiere - continua Sergio Molinari -. Il destino del paesaggio è pilotato esclusivamente dalle amministrazioni locali. C'è poi la chiesa di San Vittore, con elementi di forte disturbo, ville, che l'annichiliscono. Un oggetto da mantenere in difficoltà in quel contesto». La dimensione minuta della chiesa assalita da tutto ciò che vi è attorno. Dura poi la valutazione su Argegno: «Il paese è in prima linea per la distruzione del paesaggio», spiega Pandakovic. Da difendere anche il Sacro Monte di Ossuccio: «In questo caso è il percorso che deve essere tutelato dalle costruzioni». In mezzo a tante brutture ci sono comunque le molte bellezze, ambientali e storiche: Villa Balbianello, villa Melzi, villa Balbiano, Villa Giulia.
COMO - Casermoni e colate di cemento. Quando il guadagno vince su tutto
Un gruppo di persone guidato da Darko Pandakovic ha effettuato un viaggio in battello sul lago di Como per valutare le costruzioni e le bellezze del territorio. Il viaggio è durato quasi sei ore e ha coinvolto diverse fermate per valutare le opere edilizie. Il gruppo ha discusso sull'evolversi del fenomeno edilizio e sulla tutela del paesaggio. Sono stati menzionati diversi interventi edilizi, tra cui la costruzione di condomini e ristoranti, e sono state criticate le speculazioni edilizia e le distruzioni del paesaggio. Il gruppo ha anche menzionato la necessità di una maggiore coscienza civile e di una tutela più efficace del paesaggio.
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