La sentenza del giudice amministrativo sprofonda nel caos le autorizzazioni per le costruzioni del nuovo quartiere Garibaldi, la vittoria dei residenti I residenti di Garibaldi-Repubblica colgono un inatteso successo nella loro pluriennale battaglia contro i cantieri che stanno cambiando il volto della zona. Il Tar ha decretato che le varianti al progetto originario riducono il verde e i parcheggi per chi abita nellarea interessata e ha rispedito le varianti stesse alle autorità competenti (il Comune e la Regione) perché siano nuovamente esaminate e approvate con le stesse procedure dellAccordo di programma. Le autorizzazioni a costruire, dunque, sprofondano nel caos e i cantieri di Porta Nuova diventano un rebus. I comitati cantano vittoria. Porta Nuova, i residenti vincono al Tar Accolto il ricorso su verde e parcheggi. Il cantiere diventa un rebus Il Comune e Hines "Valuteremo le conseguenze della sentenza sui progetti in corso" MAURIZIO BONO Il ricorso è accolto, «con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati e rimessione dellaffare alle autorità competenti». Con questa frase, a conclusione di 11 pagine fitte firmate dal giudici della seconda sezione del Tar, la sentenza sul ricorso del 2006 del comitato "I mille" contro Comune, Regione, e società Caprera Spa (cioè il costruttore Hines), rimette indietro le lancette del progetto Garibaldi Repubblica al 12 febbraio 2005. Quel giorno, stabilisce il Tar, la delibera della Commissione di vigilanza sullattuazione del progetto che poi si sarebbe chiamato Porta Nuova decise qualcosa che non poteva decidere: una variante che spostava e divideva aree verdi, stabiliva le nuove volumetrie consentite, sopprimeva il giardino intorno alla Stecca degli artigiani collocandolo al centro dei nuovi edifici simbolo delloperazione, i grattacieli del Bosco verticale e le residenze, per far spazio al passaggio della metropolitana 5. Troppe cose, e troppo importanti, dicono i giudici: capaci di cambiare volto al progetto. Quindi a deciderle dovevano essere Comune e consiglio comunale, non una commissione di controllo qualunque. Per avere unidea dellimportanza di quella "variante", basta rileggere il commento che in quei giorni fece proprio Manfredi Catella, presidente della società di progetto Caprera e amministratore delegato di Hines Italia: «Una conclusione importante, per laffermazione di una nuova competitività italiana e per la centralità di Milano. Lesempio di una collaborazione fattiva tra amministrazione pubblica ed imprenditori privati coinvolti in un progetto ambizioso che diventa realtà». Così oggi la domanda è quanta di quella realtà, nel frattempo diventata scavi, fondamenta, nuova viabilità, lavori per metrò e scheletri di edifici in costruzione tra le gru, dovrà essere rivista, o anche solo rallentata in attesa che il Comune, a cui è tornata la palla, rimedi allerrore. Previsioni, cautamente non ne fanno alla Hines: la reazione ufficiale è che, convinti di aver agito correttamente in tutta la vicenda, stanno studiando le carte appena arrivate per valutare conseguenze e ricadute. Lo stesso trapela dal Comune: un fulmine a ciel sereno di cui si studieranno le conseguenze, prima ancora di pensare alle contromosse e alleventuale ricorso al Consiglio di Stato. Mentre a festeggiare sono i ricorrenti del comitato, che in un colpo solo dal Tar si vedono riconosciute due cose: di essere nel loro buon diritto a fare ricorso (mentre il Comune gli contestava di rappresentare una parte troppo minoritaria) e di aver dimostrato, dati alla mano, «come la variante apporti loro delle conseguenze peggiorative dal punto di vista della viabilità e della vivibilità». Perché «anche se lo spazio a verde, complessivamente considerato, rimane lo stesso, la funzione e lutilità di un polmone verde non può certo essere equiparata a quella di singoli spazi verdi». Con questo il Tar non anticipa il giudizio di merito (non basta dimostrare di aver subito un peggioramento di condizioni per farselo risarcire), ma certo rilancia al Comune una patata bollente. E quella che quattro anni e mezzo fa parve la scelta definitiva per far decollare Porta Nuova si rivela un passo falso.
MILANO - Il Tar: le varianti riducono verde e parcheggi, vanno annullate
Il Tar ha annullato le autorizzazioni per le costruzioni del nuovo quartiere Garibaldi, a causa di una variante al progetto originario che riduceva il verde e i parcheggi per chi abita nell'area. La sentenza ha anche rimesso in discussione le varianti stesse alle autorità competenti. I residenti del quartiere hanno vinto il loro ricorso contro il Comune e la società Hines, che aveva costruito il progetto. Il Comune e Hines hanno dichiarato di studiare le conseguenze della sentenza e di valutare le possibili contromosse. I residenti hanno celebrato la vittoria, che li ha riconosciuti nel loro diritto a fare ricorso e a dimostrare le conseguenze negative della variante.
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