I colori dentro, i colori fuori. Gli Uffizi si espandono, proprio come previsto nei progetti, solo che per ora lo fanno in modo imprevisto, piazzando cinque grandi pannelli in tela, firmati Benetton (riproducenti opere d'arte contenute nel museo) esposti nei loggiato vasariano della Galleria che collega piazza della Signoria al Ponte Vecchio. L'idea ricorda il cazzotto nello stomaco, o la pedata da quell'altra parte. E' il frutto dell'accordo fra il ministero dei Beni culturali e Benetton, Così il gruppo trevigiano rientrerà di una parte dei soldi messi sul piatto per la realizzazione dei Grandi Uffizi. Il cazzotto nello stomaco fa male alla direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tofani. Quei pannelli di tela, alti sei metri e larghi 3 e mezzo, che s'incastreranno fra colonna e colonna, sono per la Petrioli Tofani un'offesa a Giorgio Vasari, che disegnò il complesso regalando all'Italia «un'opera divenuta simbolo dell1architettura del Cinquecento. L'edificio degli Uffizi è un capolavoro come le opere che conserva. Qualsiasi oggetto venga posto lungo il loggiato, anche una fioriera, deturpa la corretta fruizione del complesso. Sarebbe stato meglio offrire a Benetton la possibilità di mettere il logo dell'azienda sui biglietti, sulle guide e anche arrivare ad offrire uno spazio per vendere magliette nell'area commerciale interna al museo». Invece sì è preferito griffare il piazzale, quello dove se ci beccano un abusivo a dipingere ritratti... Da questo accordo è stato tagliato fuori Palazzo Vecchio: così fu deciso quando si trovò l'intesa su come finanziare i Grandi Uffizi. Questi pannelli, seppur aggraziati (come ammettere: non è che ci stanno proprio bene...) spiazzano l'assessore alla cultura Simone Siliani: «La penso come la Petrioli Tofani, ci stanno male, non avrei mai avuto un'idea del genere. Credevo che i "faccioni" con il logo Benetton affissi alle impalcature durante i lavori all'ex Capitol fossero già abbastanza remunerativi, ma me ne intendo poco di queste cose». Poi Siliani si toglie un sassolino dalle scarpe: «Le cose vanno così, basta vedere quel gigantesco "Don't touch my Breil" appeso sul palazzo dell'arcidiocesi. Pensa un po', proprio quella Curia che trovava volgare le persone a sedere sugli scalini delle chiese». Questa Siliani l'aveva pronta da un po', da quando i monsignori di piazza San Giovanni partirono lancia in resta contro l'amministrazione sul tema del degrado urbano. Mentre, ricorda Siliani, «se nel restauro di Palazzo Vecchio avessimo appeso la pubblicità, sai quanti quattrini. Solo che non ci sembrò opportuno, in barba all'incasso». Così non hanno pensato Curia, Ministro e sovrintendente (l'accordo è stato certificato dalla sovrintendente Paola Grifoni, reggente dopo il pensionamento di Domenico Valentino, l'anti Domenici nella corsa elettorale). E via l'altro sassolino: «Questa vicenda dimostra che le sovrintendenze non sono aliene da errori, come spesso credono. Quando, per esempio, parlano dei colori di Ponte alle Grazie...». Dove da giallo ocra brillante - così sono state già dipinte le arcate su progetto comunale - toccherà virare, per volere della Grifoni, ad un più sobrio grigio arenaria.
Polemiche per gli Uffizi stile Benetton
I pannelli di tela firmati Benetton, esposti nei loggiato vasariano della Galleria che collega piazza della Signoria al Ponte Vecchio, sono stati criticati dalla direttrice degli Uffizi, Anna Maria Petrioli Tofani, che li considera un'offesa a Giorgio Vasari. I pannelli, alti sei metri e larghi 3,5 metri, sono stati installati come parte dei Grandi Uffizi, un progetto finanziato dal ministero dei Beni culturali e da Benetton. L'assessore alla cultura Simone Siliani ha anche espresso la sua disapprovazione, considerando che i pannelli sono "aggraziati" e non si stanno bene.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo