La Sala Gialla del Palazzo dei Normanni è gremita di folla. Ingegneri, architetti, geometri, avvocati, altri professionisti o semplici cittadini speranzosi nelle grandi «possibilità» annunciate dallaccattivante titolo del convegno: "Piano casa, le opportunità per la proprietà edilizia". Evento organizzato martedì dalla Confediliza della provincia di Palermo, patrocinato tra i tanti anche dallordine degli architetti, con interventi previsti da parte di facoltà di Giurisprudenza, Tribunale amministrativo regionale, ordini degli ingegneri e architetti, assessorati vari, soprintendenza. Un imponente spiegamento di forze. Ma quanta delusione per le tante attese. Più intervenivano i relatori - convocati da chi intendeva promuovere e sollecitare lapprovazione di questa legge a livello sia regionale sia nazionale - più emergeva un dato. Che i disegni di legge presentati per la Regione siciliana (due, tre, quattro, non si sa bene quanti), quando non mostravano aspetti di incostituzionalità o di conflitto con lintesa Stato-Regioni, abbondavano di vizi, costituivano seri pericoli per il territorio, non garantivano concretamente alcuna crescita economica e comunque, allo stato attuale, non erano graditi ai più. Con un po di smarrimento, diciamo la verità, anche di chi questo convegno lo aveva organizzato. In nessuno dei disegni di legge in discussione ci sono norme che segnino precisi limiti allapplicazione in funzione dei valori architettonici e storici di territori e singoli edifici Si evinceva soprattutto la necessità di sottoporre il disegno di legge regionale, una volta stabilito quale tra i tanti e a cosa realmente servisse, a una lunga, accurata e complessa serie di trasformazioni, correttivi, aggiunte da parte di molteplici competenze per assicurarne lefficacia. Morale della favola: nulla di concreto allo stato attuale. Nessuna certezza in nessun settore. La sala infatti al primo coffee break si dimezzava per svuotarsi completamente nellultima ora. Le attese di chi era venuto con la speranza di trovare, tra tanta disoccupazione, una «opportunità» lavorativa erano fortemente disilluse dal caos generato da una proposta di legge che già a livello nazionale lavora su errate premesse e su ambiguità di intenti e che a livello regionale trova seri problemi di applicazione in quanto si scontra, facendoli emergere tutti, con i paradossi negativi che connotano tutto quanto ha a che fare con il territorio e le sue trasformazioni. Confusione su confusione, allora, ulteriore ambiguità, ancora assenza di intenti e procedure chiare per un territorio a dir poco disastroso, nuovi annunci ingannevoli e conseguenti amare disillusioni, malcontento generale, economia ancora più bloccata da una legge che potenzialmente dovrebbe incentivare leconomia del settore e che invece la paralizza del tutto perché chi vuole costruire ne aspetta gli esiti in virtù dei vantaggi sperati. Se questo convegno una utilità lha avuta è di avere involontariamente evidenziato la situazione generale in ambito urbanistico, architettonico, edilizio in Sicilia deleteria e in quanto tale insostenibile, che annulla in partenza qualsiasi buona intenzione, qualora ci fosse realmente. E di aver reso ancor più palese che non è più possibile continuare ad anteporre gli interessi personali agli interessi comuni, che non si possono più affrontare i problemi per parti separate, con posizioni miopi e unilaterali, che bisogna unire le forze e consociarsi, che è necessario comprendere che il vero benessere che tutti cerchiamo, anche economico, è naturale conseguenza di cose fatte nella direzione giusta e soprattutto con grande qualità. Ma quale qualità del territorio - la sua vera economia - può portare una legge che consente indiscriminatamente copiose quantità di costruito senza minimamente controllarne, tra i tanti, i requisiti architettonici? Quale qualità può portare al territorio una legge regionale che seppur ispirata a quella di territori più virtuosi come quello veneto non tiene conto che qui in Sicilia non abbiamo né gli amministratori né i cittadini del Veneto? Quale nuova qualità dobbiamo sperare se i politici che devono approvare leggi delicatissime come questa, non si interessano, poiché non partecipano, ai contributi critici che arrivano anche da un convegno come questo certamente non pensato per la salvaguardia della «qualità architettonica» - larchitettura e i suoi valori erano infatti i grandi assenti della manifestazione. Ci auguriamo che il buon senso predomini e che questo Piano Casa non venga mai approvato, ma se dovesse andare avanti deve essere chiaro a tutti che è assolutamente necessario dotarlo di una serie di norme che ne scongiurino leffetto massacro territorio. Tali norme dovrebbero mirare a una sostanziale limitazione dellapplicazione in funzione dei valori storici, artistici, paesaggistici, culturali dei vari territori e singoli edifici, della quantità di edificato già esistente e dei numerosi e gravi abusi commessi; alla necessità di sottoporre lampliamento a una qualsiasi forma di autorizzazione che tenga conto del parere di una commissione di professionisti qualificati esterni alle amministrazioni e agli interessi privati; a una programmazione generale preventiva da parte dei comuni, con la partecipazione dei cittadini, dellinsieme delle esigenze di riqualificazione e di sviluppo che necessitano i loro territori; alla firma di un architetto di un progetto obbligatorio che garantisca la qualità estetico formale di ogni nuovo intervento; a sanzioni serie fino alla demolizione per chi trasgredisce le norme previste dalla legge. Il Comitato di cittadini per il Bene Collettivo e il Forum delle Associazioni di Palermo stanno lavorando in questa direzione. Uniamo altre forze positive per ottenere tutto questo.
SICILIA - Piano casa un progetto per devastare la Sicilia
La Sala Gialla del Palazzo dei Normanni è gremita di persone che aspettano il convegno "Piano casa, le opportunità per la proprietà edilizia". Tuttavia, gli interventi dei relatori non hanno portato a una maggiore chiarezza e trasparenza sulla legge. I disegni di legge presentati per la Regione siciliana sono stati criticati per i loro vizi e per non garantire una crescita economica. La legge non include norme che limitino l'applicazione in funzione dei valori architettonici e storici dei territori e degli edifici. La sala si è dimezzata durante il primo coffee break e si è svuotata completamente nell'ultima ora.
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