Nove Paesi hanno già aderito allappello italiano. Per quasi 90 milioni di euro di lavori La "lista di nozze" elenca 49 tra chiese, palazzi e monumenti. Fino ad oggi ci sono impegni per 14 recuperi e promesse di altre 7 adozioni LAQUILA - Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante: adottata. Monastero della Beata Antonia: orfano. Fortezza spagnola: adottata. Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati: orfana In questa terra dove il terremoto ha ucciso gli uomini e distrutto le pietre di chiese, palazzi, piazze e monasteri, sembra di essere in un orfanotrofio dell 800. Si scelgono i monumenti da salvare così come i signori sceglievano i bimbi da adottare. Purtroppo l«orfanotrofio» è immenso e allora si chiede aiuto anche a chi abita in terre lontane. Ai potenti del mondo il premier italiano Silvio Berlusconi ha presentato quella che ha chiamato «una lista di nozze», e già nove illustri invitati hanno risposto. I «regali» sono importanti il governo di Zapatero ad esempio ha deciso di offrire 50 milioni di euro per recuperare la Fortezza spagnola, costruita nel 1539 a spese degli aquilani che dovevano farsi perdonare la rivolta di 12 anni prima ma in questo immaginario orfanotrofio saranno più i bimbi in lacrime di quelli felici per avere trovato una nuova sistemazione. Michelle Obama (per conto della presidenza degli Stati Uniti) ha scelto di finanziare la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Paganica. Fu costruita nei primi anni del '300 era già stata distrutta dal terremoto del 1703. Sulla lunetta una statua di Madonna con Bambino ha resistito allultima scossa, ma il tetto è interamente crollato. Per il restauro annuncia il sito della Protezione civile serviranno 4,5 milioni e 4 anni di lavoro. Il governo russo ha deciso di adottare, con 4 milioni, la chiesa di San Gregorio Magno, della quale è rimasto in piedi solo un pilastro. Angela Merkel laltro ieri ha voluto entrare nella chiesa di Onna, puntellata dai vigili del fuoco perché unaltra scossa non faccia crollare ciò che resta sulla piazzetta. Ma forse dovrà essere abbattuta. «Per fortuna dice Franco Papola della Onlus Onna qui in paese sono tanti gli appassionati di fotografia. Abbiamo migliaia di immagini del nostro piccolo paese, e anche una raccolta di quadri. Solo così riusciremo a ricostruire la nostra chiesa, e le nostre case, così come erano». Sono nove, fino ad oggi, i Paesi che hanno detto sì allofferta italiana. Francia, Germania, Canada, Giappone, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti, Spagna e anche la lontana Australia, che spenderà un milione per restaurare il seicentesco oratorio di SantAntonio. Cera un mercato bestiame, lì accanto, e i contadini andavano a pregare per la salute dei loro animali. Non solo le chiese sono in sofferenza. Leconomia dellAquila si reggeva sulluniversità, con quasi 30.000 studenti. Troppi giovani sono morti nella Casa dello studente e nelle stanze in affitto. Sono crollati anche i palazzi dellateneo, le aule, i laboratori di ricerca. Il premier canadese Stephen Harper mercoledì mattina ha visitato questo ateneo ferito e ha deciso di finanziare con 4 milioni di euro un nuovo campus universitario. Il giapponese Taro Aso (assieme alla ricostruzione della chiesa di SantAgostino) offrirà un centro sportivo e una nuova sala da musica. «Noi possiamo solo ringraziare dice la presidente della Provincia Stefania Pezzopane chi viene qui per aiutarci. Ma abbiamo dentro una grande tristezza: solo adesso il mondo sa che lAquila era bellissima. Dalla disgrazia dobbiamo trovare nuova forza: lAquila deve diventare una città cosmopolita, deve essere per fortuna ci sono già le prime risposte patrimonio del mondo». La «lista di nozze» elenca 49 fra chiese, palazzi, monumenti. Fino ad oggi ci sono impegni (sia stranieri, sia italiani) per 14 recuperi e promesse di altre 7 «adozioni». Restano in attesa di affetto e di milioni ben 28 palazzi, chiese, teatri, torri e monasteri. Secondo i conti della Protezione civile, per il restauro di tutte queste opere, servono 300 milioni. «Ma di impegni scritti dice lingegner Luciano Marchetti, vice presidente della Protezione ne abbiamo ancora pochi. Fuori dai confini cè uno stanziamento del World monument fund, cè limpegno della Francia per le Anime Sante e poi ci sono annunci e promesse che senzaltro, lo spero, diventeranno fatti. Ma anche quando avremo questa somma, saremo purtroppo solo allinizio». Si scopre così che la «lista di nozze» rischia di poter ripagare agli sposi solo la spesa di mezzo banchetto senza torta nuziale. «Per tornare come prima, non solo allAquila ma in tutto in territorio colpito dal sisma, serviranno 3 miliardi di euro e almeno 10 anni di lavoro. A Rieti, ad esempio, ci sono 40 chiese ancora sbarrate. Fino ad oggi abbiamo controllato 1353 beni su 1996 e solo 400 sono risultati agibili. Solo le chiese danneggiate sono 1062 e per riaprirle bisognerà spendere 1.150 milioni. Ci siamo incontrati con la Cei, abbiamo deciso di intervenire per riaprire una chiesa in ogni parrocchia. Per i palazzi storici è necessario un miliardo e mezzo. Altri 200 milioni per interventi vari e ancora 150 per le tele, le statue, le Madonne antiche che i vigili del fuoco hanno recuperato fra le macerie». E bisogna fare presto. «Il ministro Bondi ci ha promesso 50 milioni che servono per mettere in sicurezza i palazzi e per impedire che la pioggia o le nuove scosse rendano impossibile ogni restauro futuro. Non sono ancora arrivati». Nella caserma del G8 cè un museo con le opere darte strappate al terremoto. «LAquila bella questo il titolo - mai non po perire». Cè anche un laboratorio di restauro, sotto gli occhi dei Grandi. Per mostrare loro quanto è difficile recuperare opere tanto belle. E quanto costi.