A Beverino, nello spezzino, restaurato il palazzo comunale: sul pavimento spunta il disegno Il portavoce nazionale del Pd Andrea Orlando chiede la rimozione immediata «Nel resto dItalia, negli edifici pubblici ci sono teche in cui viene esposta la Costituzione, a Beverino hanno messo sotto vetro un fascio littorio», tuona Davide Natale, segretario provinciale alla Spezia per il Pd. Tre metri quadri di pavimento, protetti da una lastra di vetro, al centro della sala del consiglio comunale. Sotto, non cè uno scavo archeologico, non cè il profilo di antiche cisterne, ma un mosaico di mattonelle che compongono un fascio littorio. Beverino, piccolo comune dellentroterra, diciassette chilometri dalla Spezia, ultimo lembo della Liguria di Levante. Lhanno riaperta da un mese, la sala consiliare: dopo i restauri partiti nel 2008, con fondi della Provincia della Spezia. Il sindaco appena riconfermato, Andrea Costa, classe 1970, consigliere provinciale e anche coordinatore provinciale del Pdl, lha inaugurata poco prima delle elezioni di giugno e "battezzata" con la prima assemblea comunale del dopo-elezioni. Infuria la polemica, e bisogna subito registrare la presa di posizione, non solo locale, del Partito democratico, che, attraverso il suo portavoce nazionale Andrea Orlando, chiede limmediata rimozione del simbolo fascista. Ma cè sconcerto anche tra i dipendenti comunali - alcuni dichiarano che in quella sala non ci entreranno più - e tra gli stessi abitanti del piccolo comune, duemila abitanti distribuiti in diverse frazioni. Anche se cè chi, invece, apprezza liniziativa. «Lho denunciato subito al sindaco: quel fascio andava rimosso. Ora rimpiango di non aver mai avuto i soldi per toglierlo di mezzo, prima che qualcuno pensasse di metterlo sotto vetro e di dargli così risalto - sbotta Sandro Pietrobono, ex sindaco di Beverino per due mandati fino al 2004 e ora consigliere provinciale Idv - E grave che il consiglio comunale discuta e decida in una stanza con questo tipo di insegna, che non presenta alcuna eccezionalità artistica, è una semplice decorazione come normalmente si trovavano in ogni ex "casa del fascio", comera appunto ledificio del Comune di Beverino». Non ci sta Andrea Costa e con tranquillità spiega che i restauri hanno riguardato tutto il palazzo del Comune, un edificio costruito alla fine degli anni Trenta. Al pianterreno, la vecchia e fatiscente biblioteca è stata allargata e trasformata in una sala consiliare rinnovata e dotata di tutti i servizi e gli impianti adeguati (dai microfoni allaria condizionata). Se ovunque sono stati rifatti i pavimenti (con i tipici quadrati di marmo bianco e nero), per la sala, Costa ha preferito modificare limpianto: «Cera in quella stanza un vecchio pavimento in graniglia, malandato, una parte disegnava un fascio littorio colorato - spiega - non ho voluto né valorizzare né recuperare, semplicemente abbiamo deciso di rispettare ciò che pre-esisteva e il pavimento nuovo è stato posato intorno a questo rettangolo antico, che abbiamo deciso poi di proteggere con una lastra di vetro, anche per pareggiare le quote diverse del suolo». «La nostra Provincia è medaglia doro al valore militare per la Resistenza e il contributo della Val di Vara è stato fondamentale - aggiunge Davide Natale - E cosa accade? Nel luogo simbolo della democrazia e della Repubblica sul territorio, laula del consiglio comunale, il sindaco incornicia un fascio: questa operazione non è qualificabile. Costa non poteva fare di più per valorizzare questa pavimentazione: ha agito in maniera scientifica, é quindi difficile credere alle sue istanze di tutela del patrimonio». E Natale annuncia uninterpellanza nella prossima seduta del consiglio provinciale. E da domani, nella stessa discussa sala, Costa collocherà, «ma solo temporaneamente», il Papa. Si tratta di una targa che celebra il passaggio a Beverino di Pio VII, nel 1809, che si dissetò a una fonte del paese, detta "la fontana del Papa", durante il viaggio forzato verso la Francia. La targa di Pio VII, rimossa dalla fonte perché minacciata da una frana e in attesa dei restauri che eseguirà la Soprintendenza guarderà, dallalto della parete della sala consiliare, quei rami stilizzati di betulla legati stretti, disegnati sul pavimento.