Reduce dal primo appuntamento con le serate MVD suggerite dal successo della Notte dei Musei, quando 4500 visitatori hanno varcato i cancelli del Macro, Luca Massimo Barbero racconta a E Polis i suoi primi cento giorni da direttore del museo di cia Reggio Emilia. Nato a Torino, veneziano d'adozione, è giunto a Roma forte di un ricco carnet di rapporti internazionali, maturati nella significativa posizione di curatore associato della Collezione Peggy Guggenheim. «Roma è una città a vocazione internazionale afferma - sono solo i romani a non rendersene conto: ha un prestigio che si pu spendere facilmente in tutto il mondo». Rimane per difficile la posizione del responsabile di un museo d'arte contemporanea in una città dove templi dell'antichità come i Musei Vaticani, i Capitolini, il Colosseo e la Galleria Borghese assorbono l'agenda dei turisti. È PER QUESTO che il neo- direttore della struttura del comune di Roma dedicata alla contemporanea cerca idee insolite e attraenti, proprio come MVD: tutti i martedì di luglio il museo rimarrà aperto fino alle 23. «Dal giorno della riapertura stiamo riscontrando una media di visitatori non indifferente, considerando che il museo è stato chiuso per un anno e che non abbiamo fatto alcuna campagna pubblicitaria. Il 60 dei visitatori è costituito da stranieri, il 40 sono famiglie romane e giovani. Soprattutto ad essi è rivolta questa iniziativa: perché non godersi le fresche serate di città vedendo video e opere d'arte contemporanea?». Ipotesi azzeccata. Già al primo appuntamento, le sale del Macro sono state prese d'assalto da centinaia di curiosi, che hanno sorseggiato un drink offerto dall'organizzazione e visitato il nuovo allestimento della collezione. La strategia di Barbero è lontana dai sensazionalismi e dalle azioni muscolari , ma si muove in maniera accorta, con grande attenzione alla sostanza. «Il 15 luglio presenteremo i nuovi partner del museo. Da una parte, annunciamo con soddisfazione l'accordo con la collezionista Claudia Gianferrari, alla quale dobbiamo un grande numero di prestiti alungo termine, che arricchiranno la collezione Macro». Nota per la sua donazione di straordinarie opere storiche al Museo del Novecento di Milano, Gianferrari ha già affidato al Macro lavori della fotografa Cindy Sherman e dell'acclamato videoartista Bill Viola, oltre auna porta dell'artista Massimo Bartolini. C'è un accordo importante con il Gruppo Unicredit, che negli ultimi anni ha notevolmente aumentato la propria presenza nel settore dell'arte contemporanea». L'impegno sul Macro è un tassello importante per far quadrare i bilanci del museo che, come tanti, soffre il periodo di crisi finanziaria. «MOLTO CAMBIERÀ il prossimo anno - continua Barbero - quando apriremo il nuovo Macro, la struttura ideata dall'architetto francese Odile Decq. La città si arricchirà una nuova piazza sospesa, una terrazza dalla quale si potrà apprezzare il fascino di un quartiere elegante che non è cambiato negli ultimi anni. in fondo stiamo restituendo alla zona un luogo che le appartiene fin dall'inizio, le scuderie della Birreria Peroni, realizzate negli anni Venti». In effetti, la struttura si è insinuata tra le strade ortogonali del quartiere in modo molto discreto. La vetrata della nuova caffetteria annuncia su Via Nizza la trasparenza di uno spazio leggero e accogliente, dove continuerà l'attività di un'istituzione ricca e dinamica, che preferisce lavorare senza azioni plateali. Uno stile insolito per la Capitale, che si sta rivelando già molto efficace.