L'ultima mossa vincente è di pochi giorni fa. L'acquisizione della gestione delle più importanti strutture museali di Firenze, da Pitti agli Uffizi. Un passo che conferma il ruolo pilota che il cartello d'imprese raccolto sotto il marchio doc Civita svolge sul piano dell'organizzazione culturale: il controllo di 60 musei nelle principali città d'arte italiane, con un'affluenza di il milioni di visitatori l'anno, 600 dipendenti, 60 milioni di fatturato. E' il sommario bilancio con cui Albino Ruberti, amministratore delegato del settore operativo Servizi, sigilla l'assemblea annuale di Civita, ospitata nella prestigiosa sede dell'Accademia dei Lincei. Un assise caratterizzata dal cordoglio e dalla commozione per la recen te scomparsa di Gianfranco Imperatori, inventore, animatore e regista che ha guidato e ispirato la scalata dell'associazione, rievocato con parole di gratitudine e ammirazione da tutti gli intervenuti. Ed in particolare dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, che proprio per onorarne il ricordo e proseguirne l'azione, ha accettato la carica di presidente onorario che gli veniva offerta. Le altre nomine ratificate dai soci sono quella a vicepresidente di Bernardo Bocca, quella a presidente di Civita servizi dell'industriale Luigi Abete, in sostituzione di Gianfranco Imperatori, il cui scettro vacante di segretario generale passa ad Albino Ruberti. Confermatala presidenza di Antonio Maccanico, che nel suo intervento ha con grande efficacia sintetizzato le linee strategiche di Civita. La prima bussola, come risposta alla crisi in atto è quella di indirizzare risorse e progetti a sostegno dell'innovazione e della ricerca. Con particolare attenzione alle nuove tecnologie e al potenziale di ammodermento, promozione e sviluppo che la Galassia Internet offre alla gestione museale. Il secondo orientamento è di puntare, sull' onda delle novità introdotte dalla riorganizzazione del ministero dei Beni Culturali per rivedere e migliorare i meccanismi, ormai troppo rigidi e insuffcienti dalla legge Ronchey. Il terzo obiettivo è di concentrare la ricerca di Cività sui nuovi scenari aperti dalle trasformazioni del territorio.