Il paesaggio è ormai tema di attualità a vari livelli. In Europa e in Italia, nelle Regioni, Province e ai Comuni, il paesaggio è riconosciuto come bene da tutelare e salvaguardare nell'ambito di uno sviluppo sostenibile. Per porre in atto azioni di tutela e salvaguardia, tuttavia, occorre procedere con un corretto approccio tecnico- scientifico per una sua attenta e seria pianificazione, che tenga conto di tutte le componenti ambientali, comprese le popolazioni, i loro bisogni, le loro attività economiche e la loro socialità. La Convenzione europea per il paesaggio (Cep) ratificata a Firenze nel 2000 ha avuto, in questo senso, il grande pregio di identificare e definire il paesaggio inteso come una interazione fra le due componenti, urbana e rurale, che ritroviamo nel nostro Paese. Sarebbe oggi anacronistico pensare a delle politiche per il governo territoriale che non tengano conto di queste interazioni. La grande variabilità degli ambienti pedoclimatici italiani, «luoghi di produzione di alimenti» ha portato a produzioni eccellenti dal punto di vista qualitativo, anche in virt di tecnologie sempre pi raffinate applicate all'agricoltura soprattutto dal dopoguerra ad oggi, che hanno portato a produzioni tipiche ed eccellenze riconosciute in ambito comunitario. La crescita delle certificazioni dell'intera filiera agroalimentare, dal prodotto al consumatore, sono un altro importante segnale di quanto la società sia interessata di conoscere il percorso produttivo e le qualità intrinseche di ci che consuma. L'Unione europea ha raccolto questa sensibilità diffusa e ha creato un riconoscimento ed una protezione ai prodotti che hanno un forte legame con il territorio, cioè i Regolamenti CE n. 5102006 relativo alle Denominazione di origine protetta (Dop) e alle Indicazioni geografiche protette (Igp) e n 5092006 relativo alle Specialità tradizionali garantite (Stg). L'Italia è leader a livello europeo nelle certificazioni con il maggior numero di prodotti tipici protetti, seguo evidente che la vera forza del made in Italy è ancora nel suo territorio, nella sua storia, nella sua cultura e tradizioni fortemente legati alla terra di origine. Con il tempo e i cambiamenti sociali dettati anche da fattori esterni al mondo rurale, i redditi delle popolazioni attive nella produzione agricola si sono continuamente e inesorabilmente assottigliati. Sia per l'aumento dei prezzi di acquisto dei mezzi tecnici, con leggi di mercato diverse da quelle dei prodotti agricoli (sottoposti invece a prezzi concordati a monte e spesso imposti); sia dal comprimersi dei prezzi dei prodotti agricoli. Una situazione di fatto che sta portando a redditi spesso negativi, realizzati con un impiego di capitali che richiede investimenti pari o superiori a quelli di un'industria in senso stretto, ma con rendimenti nettamente inferiori, indirizzando l'agricoltore a rivolgere la propria attività verso «forme complementari di reddito» quali la multifunzionalità dell'azienda agricola, codificata per la prima volta dalla cosiddetta legge di orientamento (dlgs 2282001) e l'agriturismo (la prima legge quadro nazionale risale al 1985) o varie forme di «turismo in campagna» o con accezione più ampia «all'aria aperta». Ecco il punto di connessione: l'agricoltura italiana ha ormai imboccato la strada che lega necessariamente tre elementi, ovvero paesaggio, prodotti di qualità e turismo, elementi che possono rappresentare la salvezza nelle regole della globalizzazione, alla quale nessuna attività pu pi sottrarsi. E nostra convinzione che si debba studiare e proporre un progetto per il Paese attraverso strategie che prevedano azioni integrate di filiera, dove la caratterizzazione paesaggistica di im determinato territorio rappresenti un elemento di attrattiva turistica ad alto valore aggiunto al pari dell'aspetto economico del prodotto. Occorre, quindi, promuovere un approccio integrato nella progettazione e gestione dello spazio rurale dalla produzione alle industrie agroalimentari per la trasformazione dei prodotti primari che in virtù dei citati regolamenti comunitari sulle denominazioni d'origine, debbono essere allocate nel medesimo territorio del prodotto da trasformare; in questo processo, che potrebbe essere esteso anche ad altre produzioni per consentire quindi un più stretto legame tra il prodotto finito ed il suo territorio d'origine, occorre sviluppare un metodo multidisciiplinare coinvolgendo attivamente diverse iprofessionalità. Il paesaggio nel quale si piroducono eccellenze di cibo è attrazione per ili turista, che attraverso percorsi guidati raggiunge quelle località maggiormente rapprosentative e promosse, vi soggiorna, vi consuima e si rifornisce dei suoi prodotti, che consumati nelle proprie abitazioni avranno il pregio di «ricordare» i luoghi dai quali provengono. Per consentire questo processo virtuoso dì interazione e integrazione tra attività primaria e servizi, occorre un approccio scientifico e tecnico alla pianificazione delle attività attraverso vari strumenti: questo sarà l'obiettivo principale della tavolla rotonda che vedrà la partecipazione di importanti esponenti del mondo politico aocademico, associazionistico dell'agroalimentare, del paesaggio e del turismo. Temi che verranno affrontati nell'ambito dell'intero Congresso, e saranno sintetizzate in maniera propositiva in un documento finale inedito, in cui saranno esplicitati gli strumenti da mettere in atto per la valorizzazione delle risorse del territorio aperto del nostro Paese. VICEPRESIDENTE CONAF
Il paesaggio? Una risorsa per l'economia
Il paesaggio è un tema di attualità in Europa e in Italia, dove è riconosciuto come bene da tutelare e salvaguardare. La Convenzione europea per il paesaggio ha identificato il paesaggio come un'interazione fra le due componenti, urbana e rurale. La grande variabilità degli ambienti pedoclimatici italiani ha portato a produzioni eccellenti, anche grazie alle tecnologie raffinate. L'Unione europea ha creato regolamenti per la protezione dei prodotti tipici, come le Denominazione di origine protetta (Dop) e le Indicazioni geografiche protette (Igp).
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