I divieti alla costruzione delle famigerate villette di Monticchiello sono stati annullati a Roma. Ora le ruspe - come è stato detto anche da Asor Rosa - potrebbero partire. Sulle ragioni dell'annullamento non intendo avventurarmi. Vale invece la pena di tornare a parlare di questa fin troppo annosa vicenda sotto altri profili più politico-istituzionali. Monticchiello fece scandalo perché l'ecomostro ignorava tra tante altre cose il riconoscimento dell'Unesco della Val d'Orcia come patrimonio dell'umanità. Che la Val d'Orcia fosse anche un'area naturale protetta di interesse locale e figurasse nell'elenco ufficiale della Regione Toscana lo ricordammo invece in pochi, non mancando di denunciarne l'assurdità per la dimensione mostruosa che da sola superava la superficie dei tre parchi regionali toscani. In questa sconcertante stranezza non era difficile scorgere l'uso strumentale e d'immagine che si era fatto della legge regionale sulle aree protette, che così perdeva anche di credibilità. Se i silenzi già apparivano strani allora, lo divennero ancor più in seguito, quando si sarebbe dovuto prendere dei provvedimenti per cancellare questo obbrobrio, tanto più che si era già messo mano alla nuova legge regionale sui parchi e le aree protette con riferimento ovviamente anche le ANPIL. Invece da allora non è accaduto niente. Non ci sono stati interventi della regione. Non mi risulta che la provincia di Siena si sia fatta carico di questa anomalia e ancor meno i comuni interessati. Nel gran parlare e non certo a sproposito di cementificazione (con troppi silenzi sugli effetti del nuovo codice dei beni culturali anche da parte dei comitati di Asor Rosa), che tende a scaricarne soprattutto sui comuni la responsabilità, è sorprendente che in quell'area gli enti locali abbiano fatto così poco. Ecco perché la questione si ripropone prima ancora che sul piano giuridico su quello politico e istituzionale. E nessuno né in regione né a Siena e in Val d'Orcia può far finta di niente. E non si può far finta di niente specie nel momento in cui la cronaca ci segnala anche in Toscana altre situazioni scabrose in fatto di villette e simili. È un banco di prova importante anche per le nuove amministrazioni comunali e provinciali appena elette.
MONTICCHIELLO. IL RITORNO DELLE RUSPE
I divieti alla costruzione delle villette di Monticchiello a Roma sono stati annullati. Ciò ha sollevato nuovamente questioni sulla gestione delle aree protette e sulla responsabilità degli enti locali. La Val d'Orcia, che è stata riconosciuta dall'Unesco come patrimonio dell'umanità, è anche un'area naturale protetta di interesse locale. Tuttavia, non è stato preso alcun provvedimento per cancellare l'obbrobrio della legge regionale sulle aree protette, che è stata utilizzata strumentalmente per la costruzione delle villette. I comuni e la provincia di Siena hanno fatto poco per affrontare la questione, e la situazione si ripropone su piano politico e istituzionale.
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