È rivolta in XXV Aprile contro il cantiere infinito «Come ci saluta assessore? Ci dice buona fortuna o ci dà vere garanzie?». Sono esasperati, i cittadini, alla fine dellassemblea straordinaria con lassessore ai Lavori pubblici Bruno Simini convocata per discutere del cantiere di piazza XXV Aprile. Nel pomeriggio di ieri, sfidando il caldo e tralasciando gli impegni lavorativi, un centinaio fra residenti, esercenti, e proprietari di box e posti auto che nessuno ha ancora visto si sono dati appuntamento nel foyer del teatro Smeraldo. Cerano madri e padri di famiglia, che hanno lamentato come il dedalo di paratie e transenne ai lati del cantiere abbia reso la zona insicura, inaccessibile alla polizia, luogo ideale per spaccio e delinquenza. Cerano i commercianti i cui introiti sono calati del 20 o 30, spesso al limite della chiusura. Cerano giovani madri, in difficoltà a spingere il passeggino nel labirinto di buche in viale Pasubio. E cerano gli acquirenti dei box, che si domandavano perché dopo aver sborsato più del 70 per cento della cifra pattuita (quindi circa 25 mila euro) debbano ancora lasciare la macchina per strada. Lassessore Simini, attaccato da più fronti, ha negato responsabilità dirette del Comune nel ritardo dei lavori: «Nessuna interruzione è da attribuire a noi. Né quella legata agli scavi archeologici, né quella per la mancata autorizzazione a usare per la costruzione i tiranti, né quella di questi mesi legata al fallimento della Cega, una delle ditte appaltatrici. I lavori ripartiranno non appena il tribunale lavrà estromessa dal cantiere e dalla società XXV aprile, ossia entro metà luglio». Le risposte dellassessore non hanno soddisfatto quasi per nulla i residenti e i commercianti che, rappresentati dallArchitetto Mauro Bacchini , chiedono « Assessore, lei da che parte sta?».