Lassessore Sita invoca meno vincoli per non rallentare la pulizia dei muri. Di Francesco: in centro palazzi delicati, due mesi per preparare il piano Pressing del Comune per "aggredire" il problema dei graffiti, mentre la soprintendente Carla Di Francesco non abbandona la prudenza: «Bisogna fare le cose in fretta ma bene, ci vogliono due mesi per fare la mappa». Stop allassessore Luciano Sita che chiede di distinguere palazzi storici da interventi più semplici. Intanto Milano guarda allidea di Flavio Delbono di coinvolgere gli studenti per «rafforzare il senso civico». Graffiti, braccio di ferro giunta-soprintendenza Sita chiede ai Beni culturali di non frenare il piano. Di Francesco: due mesi per lok Il sindaco: "Più rispetto per la cosa pubblica". Milano copia Bologna sul piano graffiti, lamministrazione preme per stringere i tempi mentre la soprintendenza insiste per trattare il centro storico come «un unico complesso da preservare», prendendosi tutto il tempo per fare una mappa di muri e vernici, due mesi almeno. Liniziativa del Comune attira lattenzione delle altre città, con il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che vuole «esaminare anche con il dirigente scolastico regionale» lidea di coinvolgere gli studenti e Flavio Delbono che mira a «ricostruire un vero senso civico basato sul rispetto delle cose pubbliche». La responsabile dei Beni Culturali però non abbandona la prudenza. «Capisco lesigenza di fare presto, ma bisogna anche fare le cose bene, altrimenti è uno sforzo vano - ribadisce Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni Culturali - non si tratta di anni: studieremo per un paio di mesi e poi faremo un protocollo che eviterà di chiedere ogni volta lautorizzazione per intervenire sui palazzi. Un po di tempo ci vuole, lobiettivo è risolvere il problema dei graffiti ma non abbiamo certo perso tempo per cominciare ad occuparcene». Prova ad avanzare una proposta per sveltire il nuovo assessore alla Città storica, Luciano Sita, che dice: «Credo che il rigore occorra per i graffiti che imbrattano superfici storiche, arenarie pregiate o cose così. Non saprei dire quanti metri quadrati di muro hanno queste caratteristiche, ma si può intervenire in modo diverso laddove la soluzione ha caratteri di semplicità». Ma di "palazzi qualunque", da cui togliere gli scarabocchi con una mano di semplice vernice non vuol neanche sentir parlare Di Francesco. «Le vie del centro sono un "continuum", non si può distinguere tra edifici vincolati ed edifici non vincolati - ribadisce la soprintendente - si ragiona per materiali e per danni prodotti, perché noi abbiamo il compito di preservare lentità del centro storico». Il Comune quindi, posto di fronte a tempi «imprevedibili più che prevedibili», per usare le parole di Sita, si prepara ad affrontare altre questioni spinose, come quella dei dehors. «Bisogna ripartire da un gruppo di lavoro - dice Di Francesco - che parli in maniera ampia e condivisa di una questione che andrà gestita direttamente dal Comune. In questo momento ci sono molti dehors e molto scontento, dobbiamo riprendere le fila del discorso, anche perché sono cambiati tutti gli interlocutori». Il tema delle terrazze dei bar è uneredità della passata amministrazione, ma la cancellazione dei graffiti doveva essere lazione concreta per inaugurare il nuovo mandato, anche per rispondere alla "richiesta" dellex premier Romano Prodi che la sera delle elezioni aveva detto: «Domani via i graffiti». Un "pressing" che in città molti condividono, al punto che anche il presidente della Camst, Marco Minella, dando la disponibilità di 10 mila euro per il piano, lo ha fatto augurandosi «un rapido avvio dei lavori», per rispondere al «coro dei bolognesi che desiderosi di vedere la città ripulita dai graffiti, disegni e imbrattamenti vari di nessun valore artistico e culturale». «I tempi comunque non potranno essere che lunghi - dice Sita, il giorno dopo il "summit" in Comune con il vicesindaco Claudio Merighi, la nuova soprintendente ai beni architettonici, Alessandra Marino, e Carla di Francesco - capisco che ai cittadini basterebbe una "mano di vernice", ma la nostra non è una mancanza di concretezza. Siamo partiti addirittura prima della prima riunione di giunta». Delbono infatti non molla e definisce la "cordata della ripulitura", che coinvolge anche Soprintendenza e museo MAmbo, come mirata a «ricostruire un vero senso civico». «Vogliamo non solo che i muri siano puliti, ma evitare che tornino ad imbrattarsi», ha detto il sindaco.