GENOVA È ormai imminente uno degli eventi culminanti nello svolgimento dell'anno da capitale europea della cultura assegnato per il 2004 a Genova. Il 28 maggio si apre al pubblico il polo museale concentrato nella rinascimentale Strada Nuova, ora via Garibaldi, completamente rinnovato e ampliato. Una principesca casa-museo, Palazzo Rosso; a pochi metri una pinacoteca ricchissima - Palazzo Bianco, che torna ad essere il museo della città mantenendo, restaurato, l'allestimento del 1949 progettato da Franco Albini, del quale i giornali di New York parlarono intitolando: Un miracolo a Genova. Da questo museo si accede al grandioso Palazzo Doria-Tursi, costruito nella seconda metà del '500 per i Grimaldi talmente ricchi da finanziare il regno di Filippo II di Spagna. Il palazzo resterà la sede del Comune con gli uffici del sindaco e il salone di rappresentanza, ma le sale del piano nobile ospiteranno, tra l'altro, il violino di Paganini, un Guarneri del Gesù finora impossibile a vedersi se non su richiesta. Genova si ripropone quindi come la tappa obbligata di una versione contemporanea del Grand Tour italiano, che artisti e intellettuali europei nei secoli passati ritenevano indispensabile alla loro formazione. La riscoperta della civiltà dei palazzi fornirà la chiave di lettura di un patrimonio urbano con pochi esempi nel mondo. Vedremo in un plastico la via Garibaldi com'era quando arrivò Rubens, che qui a Genova soggiornò a lungo rapito dalla sua magnificenza, immortalò nelle sue tele le famiglie aristocratiche della città, riprese con accurati disegni le facciate dei principali palazzi, proponendoli come modello urbanistico alle corti di tutta Europa. Rubens era venuto a Genova - racconta Clario Di Fabio direttore di Palazzo Bianco - portato dal duca di Mantova Vincenzo Gonzaga per fargli fare i bagni di mare a Sanpierdarena. Ma il duca univa il dilettevole all'utile, perché doveva soprattutto ottenere un grosso prestito da parte dei Pallavicini nobili genovesi. Infatti la straordinaria ricchezza delle grandi famiglie della Repubblica veniva soprattutto dalla loro enorme potenza finanziaria che ne faceva i sostenitori del debito pubblico di molte corti europee. Dietro a Rubens venne dall'Europa uno stuolo di pittori celebri attirati da una generosa committenza. La Genova rinascimentale è una Repubblica oligarchica di grandi famiglie - Brignole, Doria, Grimaldi, Balbi, Spinola - che ogni due anni si alternano nella carica di Doge, ciascuna famiglia deve essere principesca nella sede e nell'arredo, diventa collezionista e per questo a Genova troviamo una eccezionale quantità di capolavori che vanno dal 1470 al 1790. La famiglia è già ricca e potente quando una Brignole sposa un ancor più ricco Sale, che nel contratto di matrimonio impone alla discendenza l'aggiunta del suo casato. Nasce così Palazzo Brignole-Sale ovvero Palazzo Rosso, donato a Genova nel 1828 (come pure Palazzo Bianco nel 1892), nel quale tuttora possiamo contemplare la collezione di famiglia dei capolavori dell'arte europea da Rubens a Van Dyck, da Tintoretto al Guercino, a Tiziano, Caravaggio, Filippino Lippi, Orazio e Artemisia Gentileschi.