È uscito il volume inaugurale della serie di quattro destinata al pubblico più vasto Due piani nobili e un giardino Viene ripercorsa la storia dei 194 dipinti di pertinenza delle collezioni della dimora di via Balbi Un testo diretto non solo al mondo accademico con un linguaggio univoco e vari punti di vista Un catalogo, qualcosa di più: uno strumento rivolto al pubblico per decifrare la "biblioteca di immagini" che costituisce Palazzo Reale. È «I dipinti del Grande Appartamento Reale» di Luca Leoncini, direttore del Museo di via Balbi nel complesso che ospita le soprintendenze. Una chiave di lettura che, dando conto dei risultati di anni di ricerche e mantenendo quindi alto il profilo scientifico, riesca a non scoraggiare il grande pubblico con un testo confezionato solo per il mondo accademico. Il tentativo è stato quello di parlare agli uni e agli altri con lo stesso linguaggio rifiutando le categorie di pubblicazione scientifica o divulgativa, ma cercando di offrire tanto al mondo degli studi, quanto alleterogeneo pubblico che affolla le sale, la possibilità di avvicinare lopera da punti di vista diversi, presentando i risultati di ricerche darchivio, di una lunga campagna di restauri, ma anche della dimestichezza quotidiana delle opere. I dipinti del Grande Appartamento Reale (Skira) è il primo di una serie di quattro volumi che si propongono di illustrare le collezioni del Palazzo, dimora storica-museo il cui contenuto nasce da un sistema complesso di segni artistici. Nella grande casa patrizia, infatti, poltrone e console, comò e sofà, sono mescolati a tappeti e arazzi, stoffe pregiate e orologi da tavolo, candelabri e vasi orientali. Tutto concorre allidentità del sistema-dimora: dalla doratura a foglia ai legni pregiati, dai bronzi dorati ai marmi, dalle arti decorative alle miniature. I dipinti restano certo tra i protagonisti di questo gioco a più voci, ma rivestono un ruolo tutto diverso da quello che sarebbe loro riservato in una pinacoteca vera e propria, in un museo fatto solo di quadri. I dipinti di una dimora storica non si isolano spontaneamente dal resto dei segni artistici, facendo spesso parte integrante della decorazione architettonica, trovandosi inseriti in cornici in stucco, pitture murali, sovrapporta, nicchie, cappelle, o decorando le ante di porte e armadi, identificandosi alla fine, in modo indissolubile, con gli apparati e gli arredi. Un primo saggio introduttivo ripercorre la storia dei centonovantaquattro dipinti di pertinenza delle collezioni della dimora genovese, oggi di proprietà dello Stato, che si sviluppa in seno alle vicende delledificio che fu prima dei Balbi, poi dei Durazzo e quindi dei Savoia. Il secondo volume, in preparazione, comprenderà anche le opere oggi conservate nei depositi e negli uffici di altri istituti oggi ospitati nel Palazzo Reale, e avrà il compito di riunire dunque ciò che suddivisioni moderne hanno artificialmente separato, pur nel rispetto delle gerarchie storiche. In questo primo volume è stato comunque inserito, in appendice, lelenco completo dei centonovantaquattro titoli che costituiscono oggi la dotazione completa del Palazzo Reale di Genova. Per concludere lopera, la serie dei cataloghi proseguirà con un terzo tomo dedicato agli affreschi e stucchi, e si concluderà con il quarto comprendente i mobili, le arti decorative e la scultura. La ricerca e la pubblicazione di questo primo volume sono state sostenute dalla Compagnia di San Paolo grazie alla collaborazione dellAssociazione Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale.