Un'unica norma per regolamentare tutta la legislazione culturale regionale. È il testo unico approvato ieri dalla giunta su proposta dell'assessore alla cultura Paolo Cocchi che sostituirà le odierne 13 leggi in materia e le altre norme contenute nelle finanziarie. Una semplificazione che coinvolgerà direttamente il sistema cultura e indirettamente anche settori come il turismo, la formazione e la ricerca. La Toscana è ai vertici nazionali per il rapporto percentuale di lavoratori nel settore culturale (1,42 contro la media nazionale dell'1,31). Sul territorio regionale sono infatti dislocate più di 2500 imprese (di cui 615 musei e quasi 300 biblioteche), che danno lavoro a decine di migliaia di persone, e che hanno beneficiato negli ultimi anni di 300 milioni di euro dalla Regione e di altri 120 milioni di euro dalla Ue per il 2007-2013. «Questi finanziamenti rischiano però d'essere vani - dice il presidente della Regione Martini - se continuerà la politica di sottofinanziamento alle attività culturali, in un'ottica di insensato screditamento di un intero sistema che è non solo asse portante della Toscana ma di tutto il sistema economico nazionale».