Scoppia il caso: «Non sono vincolate, ci servono liquidi» Quaranta opere d'arte della Fondazione di Venezia sotto sequestro per impedire che venissero messe all'asta: mancava l'autorizzazione della Soprintendenza. A bloccare la vendita all'incanto dei dipinti, prevista domenica scorsa, sono stati i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico. La Fondazione di Venezia, secondo le indagini svolte dai carabinieri, non aveva fatto la comunicazione alla Soprintendenza per i beni storici e artistici del Veneto, che la legge prevede per l'eventuale vendita. Tutti i beni della Fondazione, compresi quelli d'arte contemporanea con più di 50 anni, possono infatti essere spostati dalla loro sede o messi in vendita solo se c'è l'avvallo della Soprintendenza. Sono stati i carabinieri ad accorgersi della mancata segnalazione e a sequestrare le opere d'arte della Fondazione, dopo il via libera del pm Tonini. Nel deposito dell'Arma sono finiti i quadri firmati tra gli altri da Tommaso Cascella, Armando Tonello, Augusto Sezanne, Giuseppe Miti-Zanetti e Attilio Mauro Cavallini. Diciotto opere sequestrare sono datate tra il XV e XVIII secolo e attribuite a Giovanni Antonio De Pieri, Giuseppe Porta, Giovanni Battista Moroni e Francesco Gaia. Solo un problema burocratico, dice la Fondazione di Venezia. «Abbiamo sempre fatto ricorso all'autorizzazione preventiva da parte della Soprintendenza, anche in caso di prestito temporaneo per esposizione spiega in un comunicato nel caso di specie non abbiamo avviato la procedura di richiesta, non essendo le opere tra quelle vincolate. La normativa di tutela in proposito è comunque complessa e recente. La Soprintendenza ha rilevato la natura di ente privato senza scopo di lucro della Fondazione le cui opere, in particolari casi e condizioni, sono da considerarsi soggette a vincolo in caso di spostamento». Fondazione di Venezia fa sapere che l'asta sarebbe stata legata alla necessità di avere liquidi per acquistare altre opere d'arte, non per coprire (viste anche le cifre irrisorie della base d'asta) le difficoltà economiche che affrontano in questo periodo tutte le fondazioni.
VENEZIA Fondazione vende le sue opere i carabinieri bloccano l'asta
I carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico hanno sequestrato quaranta opere d'arte della Fondazione di Venezia, prevista la vendita all'incanto domenica scorsa. La Fondazione afferma che non aveva fatto la comunicazione alla Soprintendenza per i beni storici e artistici del Veneto, che la legge prevede per l'eventuale vendita. Le opere d'arte, comprese quelle d'arte contemporanea con più di 50 anni, possono essere spostate o vendute solo se c'è l'avvallo della Soprintendenza. La Fondazione sostiene che il problema è burocratico e che non ha richiesto l'autorizzazione preventiva.
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