Intervista al presidente: nel nostro ambiente si parla da parecchio di questi nuovi vincoli Il presidente dell'Acer, l'associazione romana dei costruttori, Eugenio Batelli aveva già espresso timori «per altri cinque vincoli». Adesso voi costruttori come vivete le voci di altre quattro zone sotto osservazione della sovrintendenza? «Noi ne siamo a conoscenza perché così si sente dire nel nostro ambiente, anche se non c'è nessuna riprova amministrativa di altre procedure come quella attuata sul quadrante Laurentina-Ardeatina ». Le indiscrezioni, molto precise, parlano di zone a Roma nord e lungo l'Aurelia. «Non conosciamo problemi specifici in quelle aree che siano rimasti 'irrisolti'. Che vi siano terreni con valore ambientale a Roma nord che non siano già stati vincolati». Quali sono i vostri timori? «Abbiamo grandissime preoccupazioni. E queste voci di ulteriori vincoli non aiutano a investire risorse private sul territorio. Inoltre questa sulla Laurentina- Ardeatina è una procedura che viene applicata per la prima volta sul territorio romano e non tiene conto delle manovre ambientali che negli ultimi quindici anni comune e regione hanno promosso anche su questo quadrante». A cosa si riferisce? «Alle tante tutele già attuate. C'è stata una prima variante al Prg definita di 'salvaguardia' che risale a 15-20 anni, fa. Poi la 'variante delle certezze' dell'epoca di Rutelli, il 'piano dei parchi', sempre Rutelli, e infine il 'Piano paesistico regionale'. Quindi è improbabile che zone con valenze ambientali di pregio possano essere sfuggite a tali manovre ». Cosa vi aspettate da questo tavolo istituzionale aperto al ministero dei Beni culturali? «Che vengano salvaguardati i diritti edificatori degli imprenditori. Proprio perché c'è stata una procedura lunghissima, durata quindici anni, e che sicuramente ha tenuto in adeguato conto l'edificabilità delle aree nel quadrante della Laurentina-Ardeatina. Secondo che venga ridimensionata la vastità del vincolo: stiamo parlando di 7.000 ettari che non possono essere sfuggiti a tutto il sistema di salvaguardia che c'è stato fino ad oggi». Cosa significa un vincolo di questa importanza? «Se rimanesse la proposta di tutela nella dimensione che ci è nota, rimarrebbero coinvolti cinque piani di compensazione, e tre piani di edilizia economica e popolare. Questo comporterebbe l'impossibilità di realizzare 1.550 alloggi da dare in affitto a prezzo convenzionato, la perdita dei relativi finanziamenti della Regione e investimenti privati solo per costo di costruzione vicino a un miliardo di euro». È la prima volta che viene attuata una tutela di questo genere? «Che sappia io non ci sono altri casi, sicuramente è la prima volta a Roma. E casi analoghi non ci risultano» C'è la necessità di una revisione del Prg? «Sicuramente l'attuale piano è migliorabile, non lo diciamo da oggi ma da quando è in discussione questo piano, perché manca delle 'aree di riserva' aree a disposizione della pubblica amministrazione per costruire edilizia economica e popolare, oltre che di infrastrutture adeguate per la città».