Il Piano Casa che la Regione si appresta ad approvare offre una occasione preziosa per rimettere al centro il vero problema dei nostri territori: la soppressione delle aree agricole. Si va a ritmi incredibili. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che dal 1990 al 2000 in Lombardia sono scomparsi 188mila ettari di suolo agricolo. Per dare unidea è come se fossero scomparsi gli interi territori delle province di Milano e Monza, oppure è come se fossero scomparse 10 città come Milano. Se il trend è rimasto lo stesso (e non pare che qualcosa sia cambiato) nel 2010 i dati del nuovo censimento certificheranno che circa altri 200mila ettari di suolo agricolo mancheranno allappello. Sarà allora come aver perso una superficie più ampia della provincia di Cremona o come se fossero scomparse 20 città come Brescia. La più seria domanda che possiamo porci tutti, non solo gli agricoltori, è: dove andiamo a finire di questo passo? E per evitare risposte affrettate e conseguenze ancor più negative, faccio una proposta provocatoria: attuiamo una specie di moratoria alluso del suolo agricolo prendendoci il tempo necessario per decidere cosa desideriamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti. In questa situazione generale i contenuti del Piano casa appaiono forse un po ridimensionati. Il che non significa che debbano essere sottovalutati. Le porte (quasi) aperte per 18 mesi, che consentiranno di ampliare eo recuperare edifici esistenti, non possono però offuscare lallarme sulluso complessivo del territorio che viene irreparabilmente perduto non tanto (e non solo) dalle grandi opere pubbliche, quanto dai piccoli ex piani regolatori, magari ispirati a far cassa, lasciando ampia possibilità di costruire nuovi capannoni anziché recuperare i numerosissimi dismessi. Perché siamo intervenuti sul Piano casa per la parte che riguarda il recupero degli edifici rurali? Perché lesperienza ci ha insegnato che quando il recupero delle strutture rurali viene fatto da soggetti diversi dallimprenditore agricolo lattività agricola immediatamente muore e non solo nelledificio recuperato, ma anche nel contesto territoriale vicino. Basta che qualche «nuovo abitante» della cascina recuperata solleciti lAsl di turno a intervenire per la puzza delle vacche e il destino di questa stalla è segnato. Per questo diciamo che nel Piano casa si devono stabilire regole che devono sostenere certamente il recupero delle cascine lombarde legando però il recupero alla funzione agricola e alle sue attività connesse. Se il recupero è in funzione di attività che nulla hanno a che fare con lagricoltura si decreta per legge la sua fine. ( Presidente Coldiretti Lombardia)
URBANISTICA - MILANO. Stop al consumo del suolo agricolo
La Regione Lombardia si appresta ad approvare il Piano Casa, che offre un'opportunità per rimettere al centro il problema della soppressione delle aree agricole. Dal 1990 al 2000, in Lombardia, sono scomparsi 188mila ettari di suolo agricolo. Se il trend continua, nel 2010 ci saranno altri 200mila ettari di suolo agricolo mancanti. La proposta del Presidente Coldiretti Lombardia è quella di attuare una moratoria sulluso del suolo agricolo per decidere cosa lasciare ai figli e ai nipoti.
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