Il presidente del Wwf, Averardo Amadio, lancia un'idea per proteggere il territorio: piani intercomunali gestiti dai Comuni «Ci vogliono controlli per bloccare le speculazioni edilizie e maggior serietà» Nel mirino c'è Aquardens Averardo Amadio, fondatore del Wwf di Verona, lancia un appello ai nuovi sindaci della Valpolicella perché venga concretizzato un piano intercomunale che stabilisca una strategia di salvaguardia e rispetto. Una strategia concordata insieme dai primi cittadini, che superi la logica dei campanili, sfruttando la legge quadro 11 del 2004 sull'urbanistica. «Sono d'accordo con l'idea di realizzare il Parco regionale della Valpolicella», afferma Amadio, «non so, però, se la Regione sia disposta a farlo, anche perché ci sono altre tre richieste di parchi nel veronese: colline moreniche, Tartaro Tione e monte Baldo. Ecco perché credo nella necessità, e possibilità, di fare dei Piani intercomunali, gestiti dai sindaci. Ed è necessario e urgente fare qualcosa; infatti i valori di questa terra sono stati calpestati, la Valpolicella nel suo sviluppo esplosivo non è mai stata oggetto di attenzione: oltre all'agricoltura, infatti, sono esplosi l'artigianato e l'industria, spesso non ecocompatibili, essendo presenti importanti stabilimenti molto impattanti. La cementeria di Fumane, ad esempio, è molto negativa: bisogna assolutamente limitarne i danni e la durata della concessione mineraria». Insomma, per Amadio «la Valpolicella ha già dato. Chiediamo, quindi, che questa zona venga riconsiderata in quest'ottica, in modo ecocompatibile e ecosostenibile. Il territorio non è una merce. Per lo stesso motivo non è logico abbattere boschi per creare vigneti». Inevitabile il riferimento al Piano territoriale regionale di coordinamento, attualmente in discussione. «A questo strumento stiamo preparando delle osservazioni da presentare per migliorarlo e colmare lacune e contraddizioni», continua Amadio. «Di recente sono stati istituiti i cosiddetti Tan, ovvero territori ad alta naturalità. Se dotati di norme di attuazione adeguate, possono diventare strumenti efficaci; se funzionali alla realizzazione di corridoi ecologici, assolverebbero al loro scopo ma a condizione che le amministrazioni locali si orientino verso una drastica riduzione del consumo dei suoli». Secondo Amadio, non si può e non si deve governare a caso, senza un'attenta valutazione del territorio e delle sue esigenze. «Ci vogliono controlli per bloccare le speculazioni edilizie e maggiore serietà. Nascono così iniziative, che sembrano casuali», continua Amadio riferendosi al Parco termale Aquardens progettato a Santa Lucia di Pescantina. «Improvvisamente qualcuno viene a proporre una nuova attività, e una nuova presenza nel territorio, buttata lì, senza uno studio preventivo complessivo. Questo parco termale potrebbe anche essere una iniziativa lodevole, ma prima va studiata e bisogna sentire tutti gli enti e i soggetti che possono essere interessati, senza che la decisione cada sulla testa di tutti». Bisogna, conclude Amadio, valutare i pro e i contro. «Come cittadini dovremmo avere uno scopo: evitare di giungere alla denuncia degli errori degli altri. Noi dobbiamo intervenire prima, piangere dopo non serve a nulla».