Mille palazzi in più in città e Milano crescerà in altezza Varato il Pgt. "Case meno care e verde raddoppiato" Il documento sblocca 31 quartieri con 11 milioni di metri cubi di costruzioni: via ai progetti su aree industriali, vecchie caserme e stazioni ferroviarie, Ippodromo, Bovisa e Lambrate Lassessore Masseroli: "Non consumeremo suolo, nessun rischio di cementificazione: le zone da trasformare oggi sono degradate e insicure" E la Lega insiste: bisogna traslocare lOrtomercato Sì della giunta al piano del territorio: si costruirà su aree dismesse, caserme e scali ferroviari, allIppodromo e allOrtomercato Nasce la Milano del 2030. Quella che dovrà trasformare 31 aree dalle ex stazioni alle caserme, dallIppodromo allOrtomercato in tutto undici chilometri quadrati su cui si potranno costruire undici milioni di metri cubi, equivalenti a circa mille condomini. «Zone oggi degradate dice lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli che recupereremo senza consumare suolo». Con lobiettivo di realizzare case a prezzi bassi come a Madrid o quartieri con servizi a 5 minuti di distanza come a New York. È la Milano del 2030 quella che nascerà su 31 grandi aree, che potranno essere trasformate per costruire case, servizi, parchi. Dagli scali ferroviari abbandonati alle caserme dismesse, dalla zona attorno a San Siro a quella che sorgerà attorno ai padiglioni di Expo. In tutto 11 chilometri quadrati di superficie su cui si potrà costruire fino a 11 milioni di metri cubi, equivalenti a circa mille nuovi condomini di medie dimensioni (35 appartamenti ciascuno), che potranno aggiungersi ai 640mila esistenti. Con una visione generale del futuro della città, però, che lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, definisce «rivoluzionaria». Perché, nelle intenzioni di Palazzo Marino, nei prossimi ventanni Milano dovrà arrivare ad avere il 35 per cento delle case a basso costo come a Madrid, dovrà raddoppiare la quantità di verde attrezzato puntando al modello di Copenhagen, somigliare sempre più a New York per i quartieri con servizi raggiungibili a piedi in cinque minuti o a Berlino per gli spostamenti con i mezzi pubblici. «La nostra sfida - sintetizza ancora Masseroli - è realizzare una "Milano per scelta", in cui chiunque potrà trovare quello di cui ha bisogno per abitare, divertirsi, studiare, lavorare». Gli obiettivi internazionali sono ambiziosi. Così come le promesse del Comune. E il percorso è appena iniziato. Dopo quasi due anni di lavoro, discussioni, incontri e scontri politici, la prima parte del Piano di governo del territorio, che sostituirà il vecchio Piano regolatore, è stato approvato dalla giunta. Diventerà "legge", però, non prima di luglio del prossimo anno. Ma limpostazione cè. Ed è quella che avuto il via libera della maggioranza, dopo lultimo confronto con la Lega che ha chiesto garanzie sullIppodromo: sulla zona San Siro si potrà costruire, ma non sulle piste di allenamento. In tutto, i nuovi edifici che potranno sorgere equivalgono a circa mille condomini: 11 milioni di metri cubi contro i circa 250 milioni che già oggi esistono in città. «È il 4 per cento in più», spiega Masseroli. Che dice: «Questo piano non parte dalle quantità o dalle destinazioni duso, come in passato. Ma dallinteresse pubblico, dallidea di città che vogliamo creare. A partire dalla prima di cinque regole doro che ci siamo dati: non consumeremo suolo e salvaguarderemo il Parco agricolo Sud. Non cè nessun rischio di cementificazione perché le aree che verranno trasformate oggi sono degradate, insicure, spazi su cui non si può accedere». In totale le zone (compresi i cosiddetti piani di cintura) che cambieranno volto sono 31. Non in tutti, però, si potrà costruire la stessa quantità di palazzi: il piano, infatti, si basa su un principio che permette di spostare le volumetrie acquisite dai privati da quartieri da riqualificare a verde ad altri, in cui sarà più spiccata la vocazione abitativa. Palazzo Marino ha già delineato dieci macro-aree con possibili destinazioni. «Ma sono solo indicazioni - precisa Masseroli - tutto potrà cambiare a seconda delle esigenze della città». E così potrà nascere un distretto con la vocazione della ricerca e della tecnologia in Bovisa, delluniversità a Lambrate, della pratica sportiva a Forlanini, dellattività amministrativa con la Cittadella della Giustizia di Porto di Mare; e poi uno spazio che guardi al design e alla creatività tra lex stazione di Porta Genova e quella di San Cristoforo; il commercio e lartigianato che, come in un enorme centro commerciale diffuso, potranno cambiare le arcate della stazione in via Aporti e Sammartini. San Siro e la piazza darmi della caserma Santa Barbara sono immaginati come una cittadella dello sport e dello spettacolo. E poi lOrtomercato: qui dovrà sorgere la Città del gusto e della Salute legata a Expo. Ma da sempre, questa fetta di Milano fa gola a molti appetiti immobiliari. Non solo: in ballo rimane il trasferimento dei mercati generali. E, dopo i danni per il nubifragio di ieri, il leghista Davide Boni attacca: «Credo che ormai non sia più rimandabile la chiusura dellOrtomercato e il necessario spostamento di una struttura ormai fatiscente».
URBANISTICA - MILANO - La città del futuro apre i cantieri. Trenta quartieri, mille palazzi, 11 milioni di metri cubi di cemento
Il Comune di Milano ha approvato il Piano di governo del territorio, che sostituirà il vecchio Piano regolatore. Il piano prevede la costruzione di 11 milioni di metri cubi di edifici in 31 aree, equivalenti a circa mille condomini. Le aree da trasformare sono principalmente zone industriali, vecchie caserme e stazioni ferroviarie, Ippodromo, Bovisa e Lambrate. L'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli afferma che il piano non parte dalle quantità o dalle destinazioni d'uso, ma dall'interesse pubblico e dall'idea di città che si vogliono creare.
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